Archeologia industriale a Vibo, si punta a diventare patrimonio Unesco

VIDEO | Un convegno a Pizzo con al centro la valorizzazione del ponte borbonico sul fiume Angitola e le tonnare disseminate sulla costa  

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di Agostino Pantano
5 febbraio 2020
17:02
L’antico ponte borbonico dell’Angitola
L’antico ponte borbonico dell’Angitola

Il fine è ambizioso e, intanto, se ne sa di più sul metodo da seguire per realizzarlo, grazie ad un convegno promosso per far inserire nel patrimonio dell’Unesco il ponte borbonico di Pizzo e i resti dell’archeologia industriale della provincia di Vibo.

Il confronto, promosso dalla sezione vibonese del Club per l’Unesco, ha visto arrivare nell’auditorium dell’istituto onnicomprensivo di Pizzo esperti anche da fuori regione per spiegare i presupposti che potrebbero giustificare una futura candidatura.

È stata Maria Loscrì, anima e motore dell’evento, a illustrare questa che è la prima iniziativa organizzata nel 2020 da un sodalizio che sperimenta un metodo circolare e dal basso «per rendere consapevole la comunità – ha detto la presidente – delle bellezze del territorio e della necessità di tutelarle».

Per arrivare alla candidatura, infatti, occorre sviluppare una dettagliata relazione sul fondamento storico che rende unici questi siti, ma soprattutto bisogna creare “una comunità” consapevole dei vari passaggi che coinvolgono le istituzioni locali, regionali e nazionali.

Il convegno, moderato dal giornalista Gregorio Corigliano, ha visto fra gli altri la partecipazione di Lele Nucera, direttore della Scuola di cinematografia della Calabria, a confermare una attenzione che potrebbe tradursi presto nell’inserimento di queste bellezze in qualche progetto specifico dedicato alla comunicazione.

Giornalista
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