PoeSong è una parola misteriosa, la fusione tra poesia e canzone. Un tutt’uno cementato dalla creatività umana e dallo zampino artificiale. Il progetto ideato da Pino Sassano, storico librario cosentino, parte da una domanda: può una poesia contenere già la propria musica? E cosa accade quando la voce umana incontra le possibilità creative dell’intelligenza artificiale senza cederle il centro della scena?

Sabato 3 ottobre alle 20.30 e domenica 4 ottobre alle 18.30 al Cine-Teatro Universal di Cosenza forse il pubblico troverà le risposte che cerca partecipando a un lavoro d’avanguardia, per certo versi, che cerca di rifuggire dal pensiero benpensante che si scandalizza al solo pensare che umanità e Ai possano convivere creando qualcosa di buono e artistico. 

Il lavoro di Sassano è nato dentro il tempo delle nuove tecnologie, ma è costruito su una direttiva molto precisa in cui l’intelligenza artificiale è strumento per ampliare le possibilità espressive e non sostituisce l’origine umana della creazione.

«La tecnologia non è il fine. L’intelligenza artificiale mi permette di esplorare timbri, arrangiamenti e suggestioni sonore che da solo non potrei produrre. Ma il nucleo resta umano: l’idea, l’immagine, l’emozione iniziale nascono sempre da un vissuto o da un’intuizione personale» spiega. 

PoeSong parte dall’idea che alcuni testi possiedano già, nel ritmo delle parole e delle frasi, una propria struttura sonora. Non si tratta di canzoni in senso classico del termine e non seguono necessariamente la successione strofa-ritornello. Parliamo qui di testi letterari che conservano la loro autonomia e lasciano emergere la musica implicita nella scrittura.

«Una poesia ha nel respiro della parola e dei versi suono, ritmo, atmosfera – spiega Sassano –. La musica ne esplicita densità già implicite in formulazioni sonore allargate».

Da qui la definizione di poesong: «Testi che non rinunciano alla loro natura letteraria e si aprono a una dimensione musicale ed emotiva più ampia».

Nel processo creativo Sassano utilizza Suno per esplorare generi musicali, timbri, arrangiamenti e possibilità vocali differenti.

Il rapporto con la tecnologia, però, resta subordinato alla scrittura. È proprio questa continua tensione tra umano e artificiale a costituire uno dei livelli più interessanti del progetto: da una parte la parola, il corpo, la voce e la presenza dell’interprete; dall’altra una tecnologia capace di spingere il testo verso territori sonori nuovi.

Al centro della scena ci sarà l’attrice Marisa Casciaro, voce e presenza narrante dello spettacolo, chiamata a dare corpo a parole che incontrano musica, immagini e proiezioni.

Le elaborazioni grafiche sono affidate a Laura De Vita, la disposizione scenica porta la firma di Nando Pace, mentre nel corso dello spettacolo interverrà Leon Pantarei.

«Ci sono storie che vibrano appena sotto la superficie del quotidiano, parole non dette che pesano nell’aria e ritmi che battono al passo con le nostre inquietudini», recita il manifesto del progetto.

PoeSong sarà in scena sabato 3 ottobre alle 20.30 e domenica 4 ottobre alle 18.30 al Cine-Teatro Universal di Cosenza.