“Te lo dico in rap”, il reggino Kento pubblica il primo manuale per ragazzi

I segreti dai trucchi e segreti del mestiere raccontati da uno dei più attivi rapper italiani, con le immagini dell'illustratore AlbHey Longo

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di Gabriella Lax
12 marzo 2020
12:20

Arriva “Te lo dico in rap”, il reggino Kento pubblica il primo manuale di rap italiano per bambini e ragazzi. I segreti dai trucchi e segreti del mestiere raccontati da uno dei più attivi rapper italiani, con le immagini dell'illustratore AlbHey Longo. Francesco “Kento” Carlo è un rapper, attivista e scrittore di Reggio Calabria. In parallelo alla sua carriera musicale, insegna dal 2009 in vari carceri minorili, scuole e comunità di recupero, tenendo laboratori di scrittura e musica per i ragazzi a rischio. Per la sua attività sociale attraverso la musica ha vinto il premio Cultura Contro le Mafie nel 2014, mentre nel 2017 è stato premiato da Casa Memoria Impastato e ANPI. È membro della LIPS-Lega Italiana Poetry Slam.

 

Da dove nasce l’idea di scrivere il libro su questa tematica?

«Prima di tutto dalla constatazione che non c'era, in Italia, niente del genere. Negli Stati Uniti esiste già da parecchi anni un'editoria Hip-Hop dedicata ai più piccoli; dalle nostre parti c'era questa lacuna che mi sembrava doveroso colmare. E poi c'è un'altra constatazione secondo me altrettanto importante: i ragazzi di oggi crescono immersi nel rap, per loro è una forma d'espressione naturale, ma spesso sanno poco della matrice storica, sociale ed economica da cui nasce. Si tratta di una storia bellissima e fondamentale per capire a fondo questo fenomeno: ecco perché mi è sembrato importante farla conoscere ai più piccoli».

 

Cosa può rappresentare il rap per i ragazzi in un mondo in cui la comunicazione ha cambiato tutti gli schemi?

«Mi auguro che il rap possa rappresentare un'occasione per riappropriarsi del linguaggio, di renderlo strumento forte e consapevole anche per i più piccoli. Mi auguro che li aiuti a pensare, ma anche ad avere una voce forte e a farsi sentire. Di sicuro so che il rap è il genere che più di tutti racconta e riflette - nel bene e nel male - la società contemporanea e che non si può capire fino in fondo la nostra epoca se non si cerca di capire, almeno in parte, anche questo fenomeno. E, a parte tutto ciò, dev'essere sempre uno strumento di sfogo e divertimento, altrimenti perde una parte importantissima della sua funzione».

 

Musicalmente a cosa stai lavorando?

«Per adesso stiamo lavorando al tour di presentazione del libro, che ha dovuto subire qualche variazione a causa degli avvenimenti che conosciamo tutti. Lo porteremo in giro in tutta Italia e sono sicuro che sarà un'occasione anche per me di conoscere tante realtà interessantissime e prendere ispirazione. A parte le attività con i ragazzi, sono sempre impegnato nei miei consueti concerti e sul nuovo album, che è in dirittura d’arrivo».

 

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