Riace e il “terzo bronzo”, è scontro tra il sindaco e l'artista antirazzismo

VIDEO | Monta un nuovo caso dopo le parole della perfomer Mosciatti. Che ha denunciato il boicottaggio del suo progetto culturale. Ma il primo cittadino Trifoli replica: «Ok all'opera, ma alle nostre condizioni» 

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di Agostino Pantano
9 luglio 2020
15:58

A Riace scoppia la guerra per “il terzo” bronzo, da un lato il sindaco che piace alla Lega e dall’altro una giovane artista anche nota per aver messo in atto la forma più plateale di contestazione durante le incursioni in Calabria di Matteo Salvini.

 

Chiara Mosciatti, che nell’ultima campagna elettorale interruppe “il capitano” durante una manifestazione a Reggio – portata poi fuori di peso dalla polizia – racconta così quello che sembra un boicotaggio politico-amministrativo, forse ideologico.

L'arrivo a Riace e il progetto culturale

«Sono arrivata a Riace – spiega - grazie all’interesse espresso dall’amministrazione Lucano, rispetto ad un progetto culturale internazionale che sto portando avanti, ma devo dire che dopo le elezioni anche l’attuale sindaco è sembrato sostenere i miei obiettivi tanto che mi è stata messa a disposizione una stanza del municipio».

 

L’idea era ed è quella di commissionare e portare in Calabria tre statue in bronzo dello scultore afro-olandese Nelson Carrilho, a San Ferdinando e Camini oltre che a Riace, solo che ad un certo punto quest’ultimo municipio si defila.

 

«Confermo la divergenza – risponde Trifoli – perché non si può pensare di imporre un progetto senza tenere conto di quel che dicono i rappresentanti di un territorio. Si poteva benissimo far rientrare la posa della statua tra gli eventi che la mia amministrazione sta programmando, per il prossimo anno, per il cinquantenario della scoperta dei Bronzi di Riace: mi è stato detto che dovevamo prendere il progetto così come era».

Dissidi ideologici?

Il primo cittadino smentisce che ci siano dissidi ideologici alla base della rottura, visto che Mosciatti ha spiegato che «il mio progetto associa all’arte contemporanea una funzione politica, in questo caso per lanciare messaggi antirazzisti».

«No – risponde Trifoli – il mio Comune sarebbe onorato di ricevere una scultura del maestro Carrilho con finalità antirazziste, anche se poi ognuno è libero di dire come la pensa sull’antirazzismo. Noi non ostacoleremo l’installazione della statua, non si può pensare ad un patrocinio economico visto che il Comune è in dissesto ma ad un patrocinio morale sì, ovviamente tenendo fermo il fatto che il progetto deve essere in linea con le caratteristiche del territorio e non deve essere imposto».

 

Si annuncia quindi caldo anche quest’altro scontro, perché nei mesi futuri occorrerà capire se i sostenitori del progetto di Mosciatti insisteranno per l’installazione sempre e comunque, oppure rinunceranno alla provocazione culturale che il Comune vuol promuovere a condizioni diverse da quelle illustrate dalla sua ideatrice.

 

Riace rimane terreno di battaglia intorno ai temi dell’accoglienza, e in questo caso l’arma sembra costituita da un “terzo” bronzo intorno al quale alzare nuove barricate.

Giornalista
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