Scuola a distanza, protestano gli studenti cosentini: «Ma quale successo?»

Gli allievi della provincia di Cosenza annunciano una mobilitazione in piazza: «Il ministro Azzolina continua a far finta che va tutto bene»

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di Redazione
26 maggio 2020
13:17

«Di fronte alle parole del ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, che descriveva la didattica a distanza come un successo, sentiamo la necessità di alzare la voce e smentire questa affermazione perché abbiamo riscontrato numerosi problemi riguardo questo nuovo tipo di didattica». È quanto si afferma in un comunicato di studenti della provincia di Cosenza che preannunciano una mobilitazione in piazza il 28 maggio prossimo per protestare contro la didattica a distanza sperimentata in questi mesi di emergenza sanitaria.

 

«In realtà le videolezioni - aggiungono nella nota - non hanno garantito il diritto allo studio per tutti gli studenti delle scuole superiori; se da una parte c'erano allievi che avevano la possibilità di usufruire di un qualunque apparecchio tecnologico o di utilizzare una connessione internet stabile, dall'altra parte c'erano altri che non avevano nemmeno un computer o un tablet per poter seguire tranquillamente le lezioni, o essendo più di un componente in famiglia a doverlo utilizzare avevano difficoltà a parteciparvi, o ancora studenti con una pessima o addirittura assente connessione ad Internet. Il Ministero e le varie regioni hanno concesso tablet e computer in comodato d'uso in un numero misero, insufficiente a coprire le esigenze di tutti gli studenti in difficoltà in questo momento, giocando molto sulla propaganda politica».

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«In aggiunta a questo problema - è detto ancora nel comunicato - c'è la questione della maturità, sulla quale a poche settimane dal suo inizio c'è poca chiarezza e poche garanzie per gli studenti, molti dei quali non sanno nemmeno come si deve svolgere l'esame. Chiediamo che nessuno rischi l'anno, che vengano preparati dei programmi nazionali per garantire la medesima formazione a tutti, altrimenti gli studenti che hanno riscontrato questi problemi potrebbero trovarsi in difficoltà a sostenere l'esame o a frequentare il prossimo anno. Non è pensabile che per una mancanza totale del Governo siano gli studenti a doverne pagare le spese. Non possiamo dimenticare, inoltre, che per il prossimo anno non è stata ancora avviata una discussione e tanti studenti rischiano di tornare sui banchi a settembre senza aver le idee chiare su come evolverà il mondo della scuola. C'è il rischio concreto di ritrovarsi in classi-pollaio (problema in verità che viviamo da anni) senza il minimo rispetto per le norme di distanziamento sociale o che si persista nel precariato dei docenti, non essendoci chiarezza sullo svolgimento del concorso».

 

 Gli studenti danno appuntamento n piazza XI Settembre alle 10:30 per «alzare la testa - dicono - e far sentire la nostra voce contro le misure misere prese dal ministro Azzolina, che finora non solo non è stata in grado di risolvere i nuovi problemi sorti per gli studenti in questa fase, ma sembra far finta che vada tutto bene».

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