Tornare nel luogo delle proprie origini per restituire, attraverso l’arte, una parte del percorso compiuto. È questo il senso di “Synèrgeia”, la mostra di Anna Teresa Ritacco, architetta e artista nata a Belvedere Marittimo e da anni attiva professionalmente a Milano.

Il titolo richiama direttamente l’etimo greco della parola “sinergia”, intesa come capacità di elementi diversi di cooperare e generare qualcosa di nuovo. È proprio questa idea a guidare il percorso espositivo, costruito sul dialogo tra linguaggi, materiali, esperienze e memorie.

Acquerello, ferro e materia

Le opere selezionate sono realizzate con tecniche miste e mettono insieme acquerello, matita e inserti materici.

A entrare nel lavoro di Ritacco sono materiali come ferro, legno, ceramica, cartone e corde, che interrompono la bidimensionalità del disegno e trasformano lo spazio dell’opera.

Da una parte la leggerezza del segno, il colore e la linea; dall’altra la concretezza della materia. Il risultato è un linguaggio che tiene insieme immaginazione e vissuto, costruzione e trasformazione.

Negli anni, la ricerca dell’artista si è infatti sviluppata a partire da suggestioni legate all’architettura per approdare progressivamente a una dimensione più dinamica, dove il mutamento diventa il centro del lavoro.

Il ritorno al luogo delle origini

Per Ritacco, esporre nel luogo in cui è cresciuta assume un significato particolare.

«Esporre queste opere nel luogo che mi ha vista bambina ha un grande valore di condivisione e gratitudine», spiega l’artista, che lega il progetto alla volontà di mettere il proprio percorso a disposizione della comunità.

La mostra diventa quindi anche un gesto di restituzione: un ritorno non nostalgico, ma consapevole, capace di mettere in relazione le proprie radici con la complessità del presente.

L’arte come bene comune

Il nucleo concettuale di “Synèrgeia” è proprio qui: l’arte come spazio di incontro e come strumento capace di attivare nuove forme di consapevolezza.

L’obiettivo dichiarato è stimolare il confronto tra linguaggi, sensibilità ed esperienze, partendo dall’idea che l’opera non sia mai soltanto somma delle sue componenti, ma qualcosa che produce un significato ulteriore.

«L’arte come bene comune» è il principio che attraversa il lavoro di Ritacco e che ritorna anche nelle sue opere pubbliche dedicate ai Giusti nel Mondo e alla memoria delle vittime del Covid.

Il percorso di Anna Teresa Ritacco

Nata a Belvedere Marittimo il 20 gennaio 1971, Anna Teresa Ritacco si è laureata in Architettura allo IUAV di Venezia.

Vive e lavora a Milano come architetta e artista. È membro della Commissione ad Acta della Città Metropolitana di Milano per il settore Architettura ed è stata nominata componente esterna della commissione unica di laurea magistrale al Politecnico di Milano.

Fa inoltre parte del gruppo europeo di architetti-artisti Ligne et Couleur di Parigi, con cui espone da anni in contesti internazionali.

Dalla pittura ad acquerello alla scultura in ferro, il suo percorso si muove lungo una linea coerente: cercare forme capaci di mettere in relazione spazio, memoria e trasformazione.

“Synèrgeia” nasce esattamente da questa ricerca e la riporta, simbolicamente, nel luogo da cui tutto è cominciato.