Tutela dei minori nei processi, dibattito a Palmi. Gli esperti: «Dobbiamo imparare ad ascoltarli»

VIDEO | Debutta con un convegno l'associazione forense "Malala": al centro un approfondimento con avvocati, giudici, psicologi e assistenti sociali  

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10 luglio 2021
14:04

Si è svolto lo scorso 6 luglio a Palmi, nella sala convegni del villaggio “Donna Canfora”, il primo evento organizzato dalla Camera minorile “Malala”, avente ad oggetto “Il cammino dell’ascolto del minore”, che ha dato l’avvio alle numerose iniziative già messe in cantiere dall’associazione, registrando un grande successo di pubblico e l’apprezzamento di tutte le autorità, religiose, civili e militari presenti al convegno.
L'evento formativo, accreditato dal Coa di Palmi, che ha anche concesso il patrocinio morale, unitamente all’Ordine degli psicologi Calabria, alla Presidenza del consiglio regionale ed all’Unione nazionale delle camere minorili (cui ha aderito la Camera palmese) si è svolto in modalità mista, in presenza e su piattaforma.

Gli interventi

I lavori sono stati aperti dalla presidente della Camera minorile “Malala”, Carmelita Alvaro, con un video del premio Nobel Malala Yousafzai, che ha ripercorso brevemente la sua storia di giovane attivista pachistana nella conquista per i diritti civili e in particolare per il diritto all’istruzione per le donne del suo paese. Dopo avere esposto gli obiettivi che la Camera minorile intende perseguire in favore dei soggetti più vulnerabili e più deboli come i minori, Alvaro ha condiviso una lettera di auguri inviata all’associazione dalla stessa Malala.


L’avvio delle relazioni tecniche è stato preceduto dai saluti istituzionali della Presidente delle Uncm, Grazia Ofelia Cesaro, che ha espresso il suo plauso per la fondazione della Camera minorile a Palmi e la concretezza con cui il progetto è diventato realtà in tempi quasi sorprendenti, evidenziando come la nascita dell’associazione sia avvenuta in un momento storico particolare, in cui il tema di discussione è la crescente tutela del minore che non può avvenire disgiuntamente dall’assistenza tecnica attraverso la figura dell’avvocato, rafforzativa della sua difesa.

A seguire il presidente del Coa, Antonino Parisi, il vicepresidente dell’Ordine psicologi Calabria, Francesco Campolo e la presidente del Tribunale, Concettina Epifanio, che ha fatto un breve excursus sull’evoluzione dell’ascolto del minore, inesistente sino alla Convenzione dei diritti del fanciullo di New York del 20 novembre 1989 e ratificato nel nostro ordinamento nazionale nel 1991.

Al tavolo tecnico, moderato dalla vicepresidente Lea Sprizzi, si sono susseguiti professionisti esperti della materia: Simona Milano, avvocato del foro di Palmi e socia fondatrice oltre che segretario della Camera minorile, che ha introdotto il tema dell’ascolto del minore nei procedimenti contenziosi di separazione e divorzio; Paolo Ramondino, giudice presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, che ha trattato l’ascolto del minore nei procedimenti de potestate innanzi i tribunali minorili; Santina Cova, psicologo forense e ctu del Tribunale del distretto di Reggio Calabria, Giorgio Panucci, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palmi; infine Pasquale Cananzi, avvocato del foro di Reggio Calabria e già responsabile scientifico dell’Uncm.

Prospettive e obiettivi

Dal confronto tra le professionalità presenti al tavolo dei relatori, sono emerse le diverse prospettive ed i vari obiettivi che si tendono a realizzare con l’ascolto del minore, da intendersi più che come mero mezzo istruttorio, come momento in cui devono essere raccolti tutti i bisogni del minore in difficoltà, che sia un figlio dilaniato nel conflitto genitoriale giudiziale e stragiudiziale oppure un minore offeso e danneggiato da reato o ancora un minore che chiede semplicemente di essere ascoltato dagli adulti, spesso distratti o concentrati sui loro disagi per potersi accorgere del grido di dolore del minore.

Per garantire la massima tutela al minore, occorre rafforzare la difesa tecnica del medesimo, garantita dalla nomina del curatore speciale, che rivestirà all’uopo la veste di difensore e che dovrà avvenire in tutti i procedimenti che lo riguardano. L’avvocato del minore pertanto deve necessariamente possedere doti di competenza e professionalità specifiche in materia, ma deve anche essere “esperto in umanità”, così come invocato da monsignor Francesco Milito, vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, intervenuto al convegno per porgere i suoi saluti alla comunità presente e per ringraziare la Camera minorile “Malala” per l’invito.

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