Violenza sulle donne, gli avvocati di Palmi realizzano un cortometraggio

VIDEO | Il Comitato pari opportunità ha partecipato all'iniziativa lanciata dal Consiglio nazionale forense. Nel film anche 2 legali impegnati nella lettura di un testo che mira a sensibilizzare sul tema   

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di Agostino Pantano
26 novembre 2020
17:14

Un cortometraggio, con due avvocati protagonisti, è il contributo offerto dal Comitato pari opportunità dell’Ordine di Palmi nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’iniziativa rientra nella cosiddetta staffetta mediatica voluta dal Consiglio nazionale forense. «Quello che vediamo nelle aule di tribunale – afferma Lea Sprizzi, consigliera dell’Ordine – con il suo concentrato di tragedia e dolore, non ci lascia indifferenti e ci spinge a promuovere una sensibilizzazione che si rivolge sia al nostro mondo professionale, sia alla società».

 


Il Comitato, di cui è presidente Clara Tripodi, è stato attento in primis a curare un testo che contiene informazioni sulla legislazione in campo, ma anche sul senso di alcune recenti sentenze. «Il regista Emiliano Chillico – racconta la presidente – a condensare, nel poco tempo che avevamo a disposizione, la potenza evocativa delle immagini, con l’obiettivo di calare nella realtà locale la denuncia contro ogni indifferenza». Un lavoro corale, con gli avvocati Silvio Runci e Antonio Biondo lettori d’eccezione, imperniato sulle scene di una donna in maschera girovaga tra i mille luoghi della Costa viola, a significare una violenza muta che purtroppo – dicono i numeri – non si arresta.

 

«Quella donna – sostiene Francesca Morabito, consigliere dell’Ordine – rappresenta tutti noi perché a tutte può capitare di essere vittime di violenza, ed è proprio questo il campanello d’allarme più forte che abbiamo voluto lanciare, in modo da sperare di liberarci presto da questo medioevo che viviamo». Un impegno culturale che, però, rientra in uno sforzo più ampio che la classe forense – in una regione che ieri si è svegliata con le notizie del femminicidio di Stalettì – sente come un dovere morale. Che è quello di far capire alle donne – conclude Carmelita Alvaro, consigliere dell’Ordine – che si possono fidare, che devono prendere coscienza della propria libertà e che possono denunciare senza sentirsi sole.

Giornalista
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