Enel punta sui turbogas negli impianti di Corigliano Rossano: Cgil contraria

VIDEO | Al via la bonifica dei gruppi a olio combustibile, è polemica sulle assunzioni. Il segretario generale del sindacato della zona Giuseppe Guido: «Ricorrere al collocamento pubblico»

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di Matteo Lauria
5 aprile 2021
15:00

Enel bidirezionale: da un lato smantella, dall’altro reinveste. Ha iniziato da mesi, un po' in sordina, a smantellare i gruppi a olio combustile, due dei quali già rimossi, mentre guarda con molta attenzione ai turbogas utili a supplire, in caso di interesse nazionale, a una eventuale carenza di energia. Sono in corso di aggiudicazione i lavori per demolire l’impalcatura di ferro/acciaio degli altri due gruppi a olio combustibile e nei prossimi giorni riprenderanno i lavori.

Grave è la denuncia del segretario generale della Cgil Sibaritide-Pollino-Tirreno Giuseppe Guido che parla di presunta illegalità nel mercato del lavoro: «C’è bisogno di tornare a sedersi a un tavolo nel rispetto delle prescrizioni, per riprendere a discutere. Abbiamo lavorato insieme all’amministrazione comunale qualche anno fa nella fase in cui i contratti storici erano in scadenza, mentre continuavano ad arrivare e venivano assunti trasfertisti escludendo le maestranze locali. Abbiamo all’epoca provato a interrompere il muro del silenzio ed ora ci siamo ripiombati nonostante la Cgil avesse condiviso il testo di un protocollo d’intesa proposto nell’agosto del 2020 mai firmato dalle parti mentre nel frattempo si facevano assunzioni. Abbiamo chiesto di sapere chi fosse stato assunto e con quale qualifica? Non è stato possibile saperlo. A questo punto, quella firma di quel protocollo la ritira la Cgil». Per Guido è giusto ricorrere al collocamento pubblico.


Il sindacalista è contrario alle soluzioni adottate finora dal colosso energetico di tentare di riutilizzare gli impianti di turbogas: «Questi impianti, osserva Guido, non costituiscono un valore aggiunto per il territorio, né vi sarebbe ricaduta occupazionale. Ci opponiamo a questa prospettiva, proponendo o la bonifica totale della centrale oppure si dia vita a un progetto di rivalutazione industriale eco-compatibile con il territorio». Oggi il dibattito politico, anche per ragioni legate all'emergenza Covid, è fermo. L'Enel ha gli impianti collocati in una zona baricentrica tra gli ex comuni di Corigliano e di Rossano, di fondamentale importanza circa le strategie di sviluppo. Ed è anche per queste ragioni che occorre stringere sui tempi avviando un tavolo istituzionale che, però, si differenzi dalle logiche del passato, per essenza e trasparenza. 

Giornalista
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