Aeroporto di Crotone, i sindaci della provincia 'pagano moneta' - VIDEO

Nella riunione dei primi cittadini del territorio crotonese decise le modalità di investimento sullo scalo pitagorico: potrebbe rientrare dalla finestra la Sagas

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di Giuseppe Laratta
2 maggio 2018
20:31

“Pagare moneta, vedere cammello”: era stata la battuta fatta qualche mese fa dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese, alludendo al fatto che la parte istituzionali avrebbe sostenuto economicamente lo scalo quando si sarebbero visti gli aerei decollare. Detto fatto: com'è noto, la Ryanair ha annunciato e reso già disponibile l'acquisto dei biglietti per Bergamo e Pisa, tratte che verranno presentate venerdì mattina allo scalo pitagorico. Dunque, il cammello si vedrà tra pochi giorni, ora tocca “pagare moneta”. I sindaci del crotonese sono uniti per investire sull'aeroporto Pitagora: la decisione ha preso forma nel pomeriggio di oggi quando è stata indetta una riunione per decidere come e quante risorse impegnare in questo progetto. Presenti il primo cittadino di Crotone Ugo Pugliese, quello di Cutro Salvatore Divuono, di Melissa Gino Murgi, di Crucoli Domenico Vulcano, e quello di San Nicola dell'Alto Francesco Scarpelli; hanno dato parere positivo anche i sindaci di Roccabernarda, Carfizzi, Santa Severina, Cirò, Cotronei, Mesoraca, Rocca di Neto, Savelli, Belvedere Spinello e San Mauro Marchesato, gli altri non hanno partecipato per un errore di comunicazione della seduta.

 


Nello specifico si vanno ad investire 240mila euro in marketing per sei mesi, che a conti fatti sarebbero quantificati in circa 1,40 euro a cittadino per il periodo appena citato. Il tutto si andrebbe ad esplicitare tramite la Sagas s.p.a., società nata due anni fa con l'intento di gestire l'aeroporto al posto della precedente Sant'Anna s.p.a. fallita, creata dal Comune di Crotone, quello di Isola Capo Rizzuto e dalla Regione Calabria. La Sagas, va ricordato, è stata messa in dismissione dai rispetti componenti per effetto del decreto Madia; per completare l'operazione di dismessa c'è tempo fino al 31 dicembre 2018. Il comune isolitano, poiché commissariato, uscirà dalla Sagas alla data appena citata. Adesso – secondo quanto comunicato dal sindaco Pugliese a conclusione della riunione – bisognerà fare l'operazione inversa, ovvero portare nei consigli comunali la pratica per rimettere la società “in bonis”; questo poiché c'è un progetto industriale con dei finanziamenti, per cui si potrebbe arrivare alla soglia dei 500mila euro, consentendo alla stessa Sagas di rimettersi a lavoro.

 

L'idea è quella di fare una sub-concessione: la concessione data da Enac a Sacal prevede questa pratica per gli spazi a terra, dunque dell'attività non volativa. Se Sagas arrivasse a gestire gli spazi a terra, potrebbe introitare quella parte economica da consegnare a Sacal per la gestione dell'aeroporto di Crotone, non pesando sulle risorse della società lametina. Dunque, le risorse che i Comuni andrebbero ad investire, finirebbero alla società che ha la gestione del marketing, dunque che ha la sub-concessione, dunque la Sagas. Questa è la tesi che i sindaci hanno intenzione di portare avanti. Inoltre – sempre quanto appreso a termine della riunione – la sub-concessione darebbe la possibilità di poter contattare e interloquire direttamente con le compagnie aeree, per poter programmare attività volative da consegnare poi alla Sacal che ha il potere di contrattualizzare. Questo in ragione dell'incentivo dei passeggeri a terra, consentendo alla Sagas di andare in utile, seguendo tutte le attività dell'aeroporto Pitagora.

 

Ci sarebbe, dunque, la necessità di vendere il marketing dalla Sagas ai Comuni, con la prima che andrebbe a versare a Sacal le risorse investite dagli enti comunali. Prima di fare ogni mossa, comunque, i sindaci si stanno tutelando: se non dovesse essere in positivo il fatturato della società che si va a rimettere “in bonis”, o vada in pari alla somma di 500mila euro, entro un anno la si chiuderà. Qualora le cose dovessero andare per il verso giusto – e per ora sono vari gli step che si dovrebbero incastrare per arrivare ad una conclusione più compatta - in questo progetto potrebbero anche rientrare quelle unità lavorative non ricollocate da Sacal. Ma è un ragionamento che non trova riscontro al momento.

Giornalista
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