Affidamento aree di servizio sull'A2, i gestori calabresi impugnano il bando Anas

Domani è prevista l’udienza al Tar Calabria. Si lamenta la totale assenza di pianificazione strategica: «Così vengono interrotte le concessioni in essere»

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di Vincenzo Alvaro
28 luglio 2020
18:05
Il Tribunale amministrativo regionale
Il Tribunale amministrativo regionale

È fissata per domani al Tar Calabria di Catanzaro l’udienza che vedrà contrapposti i gestori degli impianti di carburante e delle attività di bar/ristorazione del tratto autostradale (Frascineto – Rogliano), difesi dagli avvocati Oreste e Achille Morcavallo, contro Anas. Il ricorso è stato avanzato dai gestori calabresi per il bando milionario per l’affidamento di 12 anni (prorogabili di ulteriori due anni), in regime di concessione, della gestione unitaria di dette aree di servizio.

Il ricorso dei gestori

Nel ricorso, i gestori lamentano la «totale assenza di una pianificazione strategica atta al consolidamento ed al potenziamento della piccola e media impresa locale calabrese». Nello specifico, il bando, così come pubblicato, prevede «investimenti milionari – scrivono i gestori calabresi - per i quali il candidato affidatario non avrebbe alcuna facoltà di proporre una sua strategia d’impresa, ma dovrebbe accettare in toto un progetto che prevede scarsissimi spazi commerciali, imposti dall’ente banditore senza nessuna attenzione alle necessità ed alle prerogative maturate dai gestori in decenni di esperienza sul campo». 

Il bando Anas

Viene contestata inoltre la circostanza relativa al fatto che Anas decida di pubblicare proprio in questi giorni un bando di importanza notevolissima per un settore già così martoriato dal lunghissimo protrarsi dei cantieri della Salerno – Reggio, poi dalla crisi economica post 2008 ed oggi dalla crisi Covid-19, soprattutto «senza attendere un doveroso aggiornamento del piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio autostradali». Tale piano è aggiornato con periodicità quinquennale da agosto 2015, quindi in scadenza esattamente nel periodo di presentazione delle domande del bando in oggetto, e passibile di revisione straordinaria proprio in caso di eventi straordinari, come ad esempio «una pandemia epocale».

 

Per i responsabili delle aree di servizio «interrompere la naturale prosecuzione delle concessioni in essere attualmente, senza la possibilità realistica di poter procedere all’adozione di un piano aziendale ben calibrato, fatto di investimenti commisurati alle reali aspettative economiche, significherebbe avere fortissime ricadute sui livelli occupazionali in essere attualmente, e gravi perdite economiche per le piccole aziende locali coinvolte attualmente nell’indotto, elementi che costituiscono linfa vitale per un tessuto economico così già palesemente fragile ed in affanno».

 

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