Agricoltura e pesca in crisi, l’assessore Gallo: «Servono aiuti dal governo»

Il componente della giunta regionale ha spiegato le criticità attraversate dalla Calabria in questo momento emergenziale al ministro Bellanova: «Deliberato lo stato di crisi in molti settori ma serve liquidità per ripartire». Sollecitati interventi per far fronte al proliferare dei cinghiali

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di Redazione
15 aprile 2020
11:57
Regione, l’assessore Gallo
Regione, l’assessore Gallo

«Nei momenti di crisi bisogna ripartire dai punti di forza. E il settore economicamente più forte dell’Italia è storicamente quello dell’agricoltura». Questa la strada che l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha indicato come quella da seguire per far ripartire l’Italia, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, svoltasi in videoconferenza. In particolare, secondo quanto riporta un comunicato, al ministro alle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, Gallo ha richiesto un sostegno per la promozione dei prodotti agroalimentari sui mercati.

La crisi dell’agroalimentare

«C’è bisogno di maggiore attenzione e di un aiuto immediato da parte del Governo», ha affermato l’assessore, aggiungendo: «La Regione Calabria ha già deliberato lo stato di crisi per i comparti florovivaistico, lattiero-caseario e agrituristico, che anche altrove stanno subendo i danni maggiori derivati dall’emergenza Covid-19. Ad essi si è aggiunto anche il settore vitivinicolo, per il quale è necessaria un’immissione di liquidità per consentire il ristoro dei danni. Parliamo di un’immissione controllata e, naturalmente, verificata, e non di una somma da restituire nel giro di sette anni. Attendiamo fiduciosi misure del Governo, ma se queste dovessero mancare, bisogna far sì che l’Unione europea sia meno rigida nella gestione dei fondi comunitari».

Il settore pesca

Altro tema da affrontare attentamente, secondo l’assessore regionale calabrese, quello delle problematiche patite dal mondo della pesca, fonte di sostentamento per tanti lavoratori e famiglie calabresi. «Bisogna intervenire in ambito Agea – ha dichiarato Gallo – affinché tutti i legacci di natura burocratica e di altro tipo vengano superati rapidamente e si proceda a liberare tutte le risorse disponibili».

Il problema dei cinghiali

Infine, ma certo non per ultima quanto ad importanza, la questione legata al proliferare degli ungulati: «In Calabria, a fronte di una popolazione di meno di due milioni di abitanti, si contano oltre 300mila cinghiali. È evidente, certo non da ora, come essi costituiscano un grave pericolo sia per la pubblica incolumità sia per l’agricoltura e l’allevamento. Per venirne fuori, occorrono risposte e strumenti emergenziali».

Il ministro Bellanova, dal canto suo, dopo aver preso nota di richieste e proposte, si è impegnata a definire di concerto con le Regioni azioni comuni, all’esito degli approfondimenti normativi e finanziari già avviati.

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