Gli agriturismi calabresi: «Unici a pagare la tassa di concessione, basta»

Confagricoltura e Agriturist Calabria scendono in campo contro la Regione per protestare contro una norma che definiscono «una vera e propria stortura per un settore strategico del territorio»

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di T. B.
30 marzo 2019
15:33

«Una vera e propria stortura per un settore strategico per la regione». Così Agriturist Calabria e Confagricoltura definiscono l’imposizione della tassa annuale di concessione agli agriturismi calabresi e lanciano la loro sfida alla Regione affinché venga cancellata.

 

«Esiste solo in Calabria ed è illegittima - denunciano in una nota - si parla di strategie per lo sviluppo del turismo e dell’agricoltura calabrese ma si opera, di fatto, in una direzione diversa».Un settore, questo, che conta 560 attività garantendo 2.300 posti letto e 12.300 posti pasto ma soprattutto oltre 3.000 occupati.

 

«L’agriturismo – si legge ancora - è attività agricola e non turistica. Ha una serie di limitazioni ed ha molteplici obiettivi, oltre a quello puramente economico, tra i quali quello di valorizzare il patrimonio rurale in zone agricole svantaggiate, di contenere il tasso di spopolamento rurale, dando occupazione, di sostenere economicamente l’attività agricola, di salvaguardare il paesaggio e l’ambiente. L’agriturismo non può essere equiparato ad un hotel a 2 stelle o ad un semplice ristorante, ne svilisce quei compiti».

 


Una funzione riconosciuta anche da una sentenza del Consiglio di Stato (n.1162 del 19 febbraio 2019) che, ai fini del pagamento della Tassa sui rifiuti (Tari), ha chiarito che l’attività agrituristica non può essere assimilata a quella alberghiera. «Ma nonostante ciò – denunciano le due associazioni - la Regione Calabria continua a pretendere una tassa che per questo è anche illegittima. Non è applicata a tutti gli agriturismi calabresi – sottolineano - ma solo ad alcuni, senza neppure un criterio chiaro. Così facendo creano uno svantaggio competitivo tra aziende senza reali vantaggi economici per le casse della Regione. Visti gli importi ‘ridicoli'».

 


«Siamo costantemente impegnati – afferma il presidente di Agriturist Calabria, Mariangela Costantino - a migliorare le nostre attività, investendo in formazione, ed a promuoverci sui mercati internazionali, partecipando alle maggiori fiere del settore. Impegni che sosteniamo per far conoscere anche i territori. A fronte di questi impegni – spiega Costantino - ci aspettiamo un riconoscimento dal mercato, ma soprattutto da chi dovrebbe sostenerci. Per questo riteniamo che tassare le nostre attività non è il modo giusto per aiutare il comparto».

 


Sulla stessa linea il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti: «I grandi entusiasmi alla presentazione del piano regionale per lo sviluppo del turismo sostenibile, di qualche giorno fa fanno ben sperare in una maggiore attenzione nei confronti degli agriturismi calabresi, che arricchiscono l’offerta turistica con un modello di tipo esperienziale. Agricoltura, con il ricco paniere di prodotti tipici tradizionali e certificati e agriturismo con l’immenso patrimonio architettonico storico e valorizzazione del territorio rurale sono elementi imprescindibili per una seria e fattiva politica di valorizzazione turistica della nostra bella regione».

Giornalista
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