Calabria (anche) terra di angurie, Laratta: «Settore strategico, serve un consorzio»

Il consigliere d’amministrazione dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare sollecita l’unione dei produttori. Ecco dove nascono i meloni d'acqua "doc"

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28 agosto 2020
17:21
Angurie, un’eccellenza calabrese poco valorizzata. Nel riquadro, Franco Laratta
Angurie, un’eccellenza calabrese poco valorizzata. Nel riquadro, Franco Laratta

È il frutto per eccellenza dell’estate, ma il 2020 è stato un anno difficile, anche per la produzione delle angurie di Calabria.
La notevole produzione si è combinata con la contrazione della domanda, causata dal Covid-19, e questo ha portato ad un crollo dei prezzi al consumo.

 


Alcune importanti aziende con uno standard qualitativo elevato e riconosciuto dal mercato, hanno resistito nonostante tutto, mantenendo in attività centinaia di addetti. Ma purtroppo si sono registrate forti perdite economiche in un anno complessivamente nero per l’intera economia del Paese.
Tra le aziende calabresi molto attive sul mercato c’è l’Azienda agricola Turrà, nel crotonese, attiva da decenni nel settore agricolo, è molto cresciuta negli anni, ottenendo straordinari risultati. Oggi è tra le più importanti aziende agricole calabresi.
Ogni anno l'azienda conduce fondi per 150 ettari nelle province di Crotone e Catanzaro e altri 150 ettari in collaborazione con l'azienda agricola Lella in Puglia.
L'azienda è dotata di un sistema di controllo qualità e rintracciabilità tra quelli più all'avanguardia. I prodotti vengono sottoposti a controlli merceologici continui, avvalendosi di laboratori analisi tra i più accreditati.

 

Ma in tutta la Calabria si segnalano attività produttive del settore delle angurie molto interessanti. Nella zona di Rocca di Neto, nel cuore del crotonese, si producono angurie di notevole qualità che raggiungono i mercati nazionali più importanti. Qui si trovano angurie che toccano anche i 20 kg di peso. Un’area molto interessante anche per la coltivazione di finocchi.
A Lamezia Terme, tra innovazione e tradizione, troviamo le angurie dello ‘sceriffo del campo’, alias Battista Muraca, esperto conoscitore dei cosiddetti “meloni d’acqua”.
Nel catanzarese come nel reggino, alcune aziende vantano anni di produzione di angurie che hanno dato vita ad un’attività riconosciuta ed apprezzata da tutti.
C’è chi addirittura ha pensato ad una linea di cosmesi basata proprio su questo straordinario frutto tra i più dissetanti, rinfrescanti e ricchi d'acqua.
La polpa dell’anguria contiene vitamine A e C, magnesio, potassio e fosforo. Sono numerosi i benefici dell’anguria. Idratante e antiossidante, agisce positivamente sul sistema immunitario rinforzandone le difese.

 

Il settore in Calabria è piuttosto vivace, la qualità eccellente, ma è disorganizzato, manca del tutto lo spirito associativo ed ognuno marcia in proprio.
Mentre in Emilia Romagna, nel Mantovano nell’Agro Pontino, nel Metapontino e nel Salento, si opera tramite consorzi, qui in Calabria ogni cosa è affidata al singolo produttore.
Sarebbe ora di promuovere un consorzio per la valorizzazione e la commercializzazione delle nostre straordinarie angurie.
Il consigliere di Amministrazione Ismea, Franco Laratta, invita le aziende del settore a riunirsi in consorzio e a collaborare per garantire il raggiungimento di risultati economici più importanti: «Serve cooperazione per un settore strategico, per la sua crescita e per meglio conquistare importanti quote di mercato».

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