Asp Cosenza, a rischio 41 dipendenti: per loro niente rinnovo del contratto

Lo denuncia la Cgil che si dice pronta alla mobilitazione. La circostanza è emersa nel corso di una riunione per discutere le sorti degli ex Obiettivo lavoro i cui contratti scadono il 31 dicembre 

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di Vincenzo Alvaro
16 novembre 2020
12:48
La sede dell’Asp di Cosenza
La sede dell’Asp di Cosenza

Doveva essere una riunione per discutere la sorte occupazionale dei 41 lavoratori ex obiettivo lavoro, invece si è trasformata in un momento drammatico perchè l'Asp «ha dichiarato l’impossibilità al rinnovo del contratto di lavoro, in scadenza il 31 dicembre».

 

I lavoratori oggi dipendenti della ditta Servizi Integrati che prestano servizi essenziali a tutti i livelli dell'Asp di Cosenza (settori amministrativi, Oss, farmacia, manutenzione, gestione del personale) sono a rischio licenziamento. Lo denunciano Andrea Ferrone, segretario generale Filcams Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, e Ivan Ferraro, segretario NidiL Cgil Cosenza, che sottolineano la gravità della situazione per dipendenti che da più di 15 anni prestano servizio negli ospedali di Castrovillari, Lungro, Cosenza, San Giovanni in Fiore e San Marco Argentano.

 

Alla riunione alla presenza del commissario ASP Cosenza, Cinzia Bettelini, hanno partecipato anche l'assessore regionale al welfare, Gianluca Gallo, ed il sindaco di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, mentre per un lutto familiare era assente il sindaco della città di Castrovillari, Domenico Lo Polito. «Dopo 15 anni ci si accorge che tali figure non sarebbero più utili e proprio ora - in piena pandemia – quando in Italia la normative impone il blocco licenziamenti fino al 31 marzo? La Cgil è già pronta alle barricate», scrivono i sindacalisti che non accettano «il benservito a persone che hanno garantito i servizi mancanti di Asp per carenza di organico». Subito chiesto un incontro al Prefetto di Cosenza perchè convochi le parti per affrontare il problema, coinvolgendo anche il Commissario alla sanità regionale.

 

Il sindacato si dice pronto «alla mobilitazione. Dobbiamo difendere il diritto al lavoro, salvaguardare padri e madri di famiglia, per lo più part time e monoreddito, che hanno diritto al proprio futuro, in questa Calabria martoriata dagli scandali della sanità pubblica».

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