Banco alimentare, aumentano le famiglie in difficoltà: «20mila richieste in più»

INTERVISTA | Crescono i nuclei disagiati, di pari passo con l'avanzare della emergenza coronavirus. «Parte dell'economia delle famiglie si regge su lavoro in nero e saltuario» dice il direttore dell'associazione no profit, Gianni Romeo

di Salvatore Bruno
31 marzo 2020
14:35
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I comuni hanno già ricevuto dal Governo i fondi da destinare alle famiglie in difficoltà attraverso l’erogazione di un buono spesa. Ma c’è già chi opera 365 giorni all’anno per dare sollievo ai nuclei disagiati e che in questo periodo ha visto aumentare i bisognosi di almeno il venti per cento.

Ventimila richieste in più

Il Banco Alimentare non si è mai fermato. Oggi si è ampliata la platea delle persone costrette a chiedere un sostegno per mettere insieme il pranzo con la cena. «Almeno ventimila richieste in più - dice direttore del Banco Alimentare Gianni Romeo - Inutile nascondersi dietro un dito. Parte dell’economia calabrese si regge anche sul sommerso e sui cosiddetti lavori saltuari»

Chi campava alla giornata

«Artigiani, operai, pittori, persone abituate a guadagnarsi la giornata oggi sono costretti a starsene a casa – afferma ancora – Queste le categorie oggi più esposte al rischio di povertà che vengono a bussare alle nostre porte».

La filiera della solidarietà

Quella del soddisfacimento delle necessità quotidiane è una delle sfide che il Governo nazionale ha deciso di affrontare delegando ai comuni l’erogazione di un contributo sotto forma di buono spesa. Non sarà semplice stabilire i criteri di assegnazione per questo palliativo, una soluzione tampone auspicando che presto l’emergenza possa passare. Sulle modalità di individuazione dei destinatari, il Banco Alimentare può offrire una indicazione efficace basata sugli oltre trent’anni di esperienza maturata.

 

Giornalista
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