Spopolamento piccoli comuni

Borghi Calabria, ritardi e burocrazia frenano la rinascita: appello dei sindaci del Cosentino alla Regione

VIDEO | A Paludi da oltre due anni si attende la pubblicazione della graduatoria per l'accesso ai finanziamenti, a Mendicino si cerca di lavorare sui progetti identitari

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di Matteo Lauria
29 ottobre 2021
16:55

Chieste politiche di sostegno a beneficio dei borghi, sempre più spopolati per via dell’emigrazione. Si partecipa ai bandi per intercettare fondi di finanziamento, ma tra ritardi e mal di burocrazia si fa fatica a dare vita ai progetti messi in cantiere dalle Amministrazioni comunali. Accade nella piccola comunità di Paludi dove l’Amministrazione comunale partecipa al bando indetto dal Ministero dei Beni Culturali ma non si riesce a portare a compimento l’iter. Come nel caso del bando “borghi”:«Siamo in attesa della graduatoria da oltre due anni, afferma il sindaco di Paludi Stefano Graziano, ed altrettanti ne trascorreranno all’indomani della pubblicazione per smaltire le procedure.  I fondi ci sono, c’è il solito problema di burocrazia».

Si tratta di un progetto di promozione territoriale che mira a valorizzare anche l’area del parco archeologico di Paludi. Il finanziamento richiesto è pari a un milione di euro utile a dotare il borgo di servizi innovativi, elevare gli standard di ospitalità e di accoglienza. Previsti anche interventi per la mobilità destinati ai turisti. I borghi sono i custodi della storia, della identità e delle tradizioni della Calabria. Soffrono di un sistema viario precario, molti comuni sono difficili da raggiungere.


C’è tutto un patrimonio da difendere e da tutelare, a partire dal miglioramento estetico dei luoghi e degli edifici, l’arredo urbano, il cablaggio delle reti, l’abbattimento di barriere architettoniche, il recupero e la riqualificazione di spazi pubblici, la creazione di itinerari ricreativi e culturali. E poi c’è tutta la parte delle politiche enogastronomiche e identitarie. 

Mendicino, il borgo della seta

A Mendicino il sindaco Antonio Palermo investe da anni sul progetto “borgo della seta” al fine di riprendere le radici della comunità del cosentino e convertirle in una proposta di sviluppo capace di produrre economia e occupazione. A tal riguardo sono state attuate politiche di detassazione nei confronti di giovani e meno giovani che lavorano nella direzione di frenare il dramma dell’emigrazione.

«Per cinque anni, afferma il primo cittadino, chi investe nel centro storico non dovrà pagare tributi comunali». E l’invito l’amministratore lo rivolge anche alla Regione Calabria affinché dia vita a politiche di supporto a beneficio degli enti locali. «Noi abbiamo presentato un progetto per riprendere la vecchia filiera della seta che nel lontano passato garantivano significativi posti di lavoro. Oggi si possono utilizzare i fondi del Piano di Ripresa e Resilienza che mi auguro potranno dare il giusto risalto alle aree che non hanno la forza economica di autodeterminarsi per il rilancio del patrimonio di valenza storica/artistico e culturale». 

Giornalista
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