Call center calabresi aperti nonostante decreto, sindaci diffidano aziende

I sindaci di Reggio Calabria, Lamezia Terme e Rende sospendono le attività  fino al 25 marzo a meno che non si ricoprano servizi essenziali e non ci si attenga a misure di sicurezza e di prevenzione del contagio

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di T. B.
12 marzo 2020
19:53

I sindaci di Lamezia Terme e Reggio Calabria hanno diffidato le aziende di call center alla immediata sospensione delle attività fino al 25 marzo a meno che queste non ricoprano servizi essenziali o mettano i lavoratori in condizioni di sicurezza.

 

Nelle ultime direttive contenute nei decreti della presidenza del Consiglio di chiusura forzata dei call center non si parla, ma in queste ultime ore i lavoratori si sono fatti sentire lamentando la scarsa tutela rispetto ai rischi di contagio del virus Covid 19.

 

«Ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di alcuni lavoratori di grandi aziende sul nostro territorio - ha affermato il sindaco  Giuseppe Falcomatà- .È importante che questo tipo di imprese, all'interno delle quali operano quotidianamente un gran numero di dipendenti, promuovano responsabilmente le modalità di lavoro previste dal decreto illustrato dal presidente Conte, ed in particolare quella del lavoro agile, per le attività che possono essere da casa o a distanza, dell'incentivo alle ferie e ai congedi retribuiti, della sospensione delle attività non indispensabili alla produzione e dell'assunzione di protocolli di sicurezza anticontagio con il rispetto della distanza interpersonale, strumenti di protezione individuale come mascherine e guanti, attività di sanificazione dei luoghi di lavoro anche attraverso l'utilizzo di forme di ammortizzatori sociali e limitazione degli spostamenti all'interno dei siti di lavoro e negli spazi comuni».

 

«Ho sentito telefonicamente il titolare di una delle più grandi imprese che operano sul nostro territorio nel settore dei servizi di call center, l'ingegnere Agostino Silipo di System House Srl – aggiunge ancora il primo cittadino- che mi ha assicurato che la sua azienda, dove operano ogni giorno quasi un migliaio di lavoratori, si è solertemente adeguata alle disposizioni introdotte dal governo con l'obiettivo di salvaguardare la salute dei propri operatori e delle loro famiglie».

 

«Credo sia un esempio positivo e virtuoso - ha concluso il sindaco - da parte di una grande impresa del nostro territorio che dimostra di tenere ai propri dipendenti in un momento di difficoltà che dobbiamo saper affrontare con attenzione e responsabilità».

 

La diffida del sindaco di Lamezia Terme

Dello stesso tenore la diffida del sindaco di Lamezia Paolo Mascaro che parla di segnalazioni di assembramento in aziende che esercitano attività di call center nel territori lametino. «Ciò ovviamente non può essere consentito non potendo ledersi né il doveroso diritto dei lavoratori di operare con tranquillità e serenità né la necessità di tutela dell'intera comunità che richiede che, come da disposizioni normative, non vi siano assembramenti. ln tale situazione – chiarisce Mascaro – si diffida alla immediata sospensione delle attività di "call center" svolte nel territorio di Lamezia Terme e ciò sino alla data del marzo».

 

Potranno continuare ad operare, come già detto, qualora dimostrino di occuparsi di servizi essenziali e qualora sospendano le attività nei reparti non indispensabili alla produzione, incentivino il lavoro agile, le ferie e congedi retribuiti oltre agli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva. Obbligatori anche protocolli di sicurezza anti-contagio con adozione di strumenti di protezione individuale, la sanificazione dei luoghi di lavoro, la limitazione massima degli spostamenti all'interno dei siti contingentando l'accesso agli spazi comuni.


Analogo provvedimento è stato preso anche dal sindaco di Rende Marcello Manna.

 

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Giornalista
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