Camere di commercio calabresi: «No accorpamento, rischiamo di sparire»

VIDEO | Una netta opposizione all'unione degli enti camerali di Catanzaro, Crotone e Vibo viene dai presidenti Daniele Rossi, Nuccio Caffo e Alfio Pugliese che hanno convocato a Catanzaro una riunione pubblica per informare sulle conseguenze che tale processo potrebbe portare al territorio

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di Rossella  Galati
5 agosto 2019
16:37
Rossi - Caffo - Pugliese
Rossi - Caffo - Pugliese

È chiara la posizione dei presidenti delle camere di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, rispettivamente Daniele Rossi, Alfio Pugliese e Nuccio Caffo, rispetto agli effetti della riforma camerale e quindi del processo di accorpamento che rischia di vanificare quanto di buono il sistema degli enti restituisce al territorio in termini di servizi e assistenza: «Il decreto legge n. 219 del 2016 prevede l’accorpamento delle camere di commercio. Ma abbiamo studiato bene questa riforma – spiega Rossi – e se ci dovessimo accorpare, dal punto di vista economico non ci sarebbe nessun vantaggio. Anzi, tra dieci anni sparirebbero tutte e tre le camere di commercio». «Con la nostra autonomia portiamo avanti tanti progetti utili e ogni territorio ha le sue peculiarità – sottolinea Caffo -. Nel caso della provincia di Vibo Valentia ad esempio puntiamo molto sul turismo e sull’agroalimentare».

Riunione congiunta

Per questi motivi le tre camere interessate dalla riforma di accorpamento, hanno organizzato una riunione congiunta al palazzo della provincia di Catanzaro, aperta ai rappresentanti del mondo politico e sindacale per chiedere un supporto in tutte le azioni che si stanno portando avanti. «I tre presidenti delle camere di commercio ricorrenti hanno già avviato una interlocuzione con il Ministero per lo Sviluppo Economico, con Unioncamere e con altre 15 camere ricorrenti – precisa Pugliese -. Insieme a loro abbiamo fatto una nostra proposta che riguarda la salvaguardia delle tre camere calabresi e oggi chiediamo alla politica tutta di sostenerci in questa battaglia perché ancora non è finita in quanto ci sarà il passaggio che deve essere fatto dal Governo con un decreto legge. Quindi dobbiamo evitare che ci siano interferenze come è accaduto in passato di portatori di interessi che vanno contro le camere di commercio e contro le nostre autonomie provinciali».

Salvaguardare l'ente camerale

«Catanzaro è inoltre l’unico capoluogo di regione che non è esente dall’accorpamento - sottolinea Rossi -. La riforma prevede che le città metropolitane non si debbano accorpare e Catanzaro non lo è. Questa è stata un po’ una beffa per la nostra città e pochi l’hanno fatta risaltare quando si poteva fare».

 

La riunione si è tenuta non a caso al palazzo della provincia di Catanzaro: «Le due riforme, quella delle province e quella delle camere di commercio, camminano insieme - aggiunge Pugliese - e quindi laddove c’è l’ente politico provinciale ci deve stare l’ente economico provinciale». «Abbiamo visto quello che è già successo con le province che stavano per scomparire – conclude Caffo – dopo che il referendum ha bocciato questa eventualità, si deve cercare di rilanciare questi enti piuttosto che lasciare nel limbo dei territori che meritano più attenzione non solo con riferimento alle industrie ma alla società in generale».

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