Castrovillari, i tirocinanti della giustizia alzano la voce: «Ora garanzie sulla stabilizzazione»

Dall'ultima protesta di gennaio non è cambiato nulla. E adesso i precari chiedono un confronto con Governo e Regione

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di Vincenzo Alvaro
26 agosto 2020
16:29
Il sit-in di gennaio presso il tribunale di Castrovillari
Il sit-in di gennaio presso il tribunale di Castrovillari

Attendono da tempo la giusta stabilizzazione e sembra che all'orizzonte non ci sia nessuna prospettiva in tal senso. Sono i tirocinanti della giustizia che lavorano come impiegati della pubblica amministrazione e soprattutto al fianco dei cancellieri del Tribunale di Castrovillari.

 

Un gruppo di 60 professionalità che è pronto a ritornare sulle barricate dopo il sit-in messo in atto nel mese di gennaio davanti al palazzo di giustizia. Proprio in quel periodo la politica parlò, al netto dei fondi rimasti a disposizione, di una «continuità di soli 6 mesi» in attesa di un incontro specifico con il Governo e il ministero della Giustizia per risolvere una «vertenza diventata insostenibile».

 

Ma ad oggi l'unica certezza è un corso online da iniziare il primo settembre «con materie giuridiche ed economia aziendale che nella Giustizia tocca poco e niente» che li vedrà impegnati per cinque mesi per 4 ore al giorno per «avere un attestato che la Regione avrebbe dovuto rilasciarci in quanto questo progetto era legato allo scorso bando, per partecipare in seguito ai bandi futuri (sempre che vengano espletati dopo che avremmo concluso il corso) altrimenti anche questa sarà un'ulteriore beffa», affermano i rappresentanti del comitato cittadino.

 

Il programma di stabilizzazione ha dovuto fare i conti anche con il periodo del Covid 19 ma ora tutto sembra nebuloso ed incerto. Da quello che riferiscono i rappresentanti del comitato cittadino, gli ambienti dell'assessorato regionale dovrebbero trovare «soluzioni» alla vertenza «in enti privati».

 

Ma i tirocinanti ribadiscono che «non si possono disperdere soldi pubblici e professionalità acquisite in 10 anni per poi essere spostati come oggetti. Abbiamo sostenuto corsi di formazione e di perfezionamento nonostante non più la giovane età, ci siamo messi in discussione acquisendo nozioni in materie a noi sconosciute. Gli accordi presi precedentemente con le altre amministrazioni mirano a un ri-inserimento nel mondo del lavoro ma ad oggi tutto tace».

 

E con l'avvicinarsi delle scadenze elettorali non ci stanno ad «essere presi in considerazione solo come bacino di voti» per questo chiedono che si attivi «immediatamente un tavolo di confronto con la presidente Santelli, l'assessorato al Lavoro con il Governo e il ministero per trovare soluzioni atte a dare dignità a questo bacino, altrimenti non abbiamo nessun motivo per il quale andare alle urne».

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