Il reportage

Centrale a gas di Rizziconi, viaggio tra il silenzio del colosso Axpo e la Regione rimasta indietro

VIDEO | Nelle campagne del piccolo centro sorge uno dei 4 siti calabresi dove si produce energia termoelettrica: nessuno è pronto a spiegare la reazione alla crisi 

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di Agostino Pantano
14 settembre 2022
22:17

Uno di fronte all’altro, nelle campagne di Rizziconi, altri due mega impianti energetici che molti in Calabria disconoscono. Come per i due gasdotti africani, che arrivano sulla costa di Scilla e Palmi, in quest’altro centro del Reggino si “nascondono” altri due siti – immersi tra gli uliveti che producono un olio commercializzato in tutto il mondo – che offrono un contributo fondamentale, ed ecologicamente contraddittorio, al resto del Paese. La centrale a turbo gas, della sezione italiana della multinazionale Axpo, e l’elettrodotto che Terna ha costruito per far arrivare a Rizziconi – e poi nella rete nazionale – l’energia prodotta in Sicilia, sono dirimpettai ma, come per i metanodotti di Snam, anche con i loro addetti è difficile parlare.

«Deve chiamare i nostri uffici di Milano», ci dicono al telefono dalla sede di Genava del colosso utilizzatore del gas. Ma neanche nel capoluogo meneghino abbiamo fortuna – rispetto alla domanda se e quanto pesa anche sui produttori di energia la crisi del gas – visto che la seconda telefonata ci “consiglia” di inviare una mail al manager che si occupa delle relazioni con la stampa. Trasmissione che approntiamo subito, senza ricevere – dopo una settimana - nessuna risposta alla nostra richiesta di intervista. Abbottonati gli addetti pure ai cancelli dell’impianto che produce 760 mw annui. «La nostra produzione non si è fermata – parla dal citofono un dipendente – il gas continua ad arrivare e per sapere con quale costo basta andare su internet dove sono pubblicati i prezzi nazionali». Per ora la minaccia di razionamento non sembra impensierire Axpo, che in Calabria controlla la centrale a ciclo combinato tramite la società Rizziconi Energia, che di locale sembra però avere poco o nulla, visto che ha sede legale e amministrativa a Roma.


Chi in qualche modo non può neanche tentare di saperne di più sui rischi e sulle opportunità della produzione rizziconese, almeno per il momento, sembra la Regione. Nel più recente dei documenti che alla Cittadella hanno scritto sulla materia energia, nel giugno scorso, ancora risulta nominata la Egl Italia Spa – la società svizzera che costruì l’impianto, cedendolo poi a Axpo, quasi 10 anni orsono – per un’informazione colpevolmente non aggiornata che la dice lunga sull’attendibilità dei Piani regionali e sulla capacità dell’ente di entrare nell’attualità di una questione spinosa come il fabbisogno di energia.

Giornalista
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