L’oro di Calabria: lo zafferano del re si coltiva a Castiglione Cosentino

La scommessa vinta di due imprenditrici agricole, Benedetta e Maria Concetta Linardi, che sono riuscite a creare un'azienda unica nel suo genere grazie anche al supporto dell'Università della Calabria

di Redazione
10 agosto 2020
17:38
Zafferano di Calabria. Nel riquadro, Benedetta e Maria Concetta Linardi
Zafferano di Calabria. Nel riquadro, Benedetta e Maria Concetta Linardi

«Coraggiose sin dalla prima decisione fondamentale: produrre qualcosa di diverso, coltivare qualcosa di unico in Calabria! Mentre tutto e tutti spingevano per i tradizionali uliveti (che in Calabria sono una miniera), le sorelle decidevano per lo Zafferano, grazie anche al supporto e ai consigli dell’Università della Calabria. Una vera e propria sfida».
Così, Franco Laratta, nella sua veste di Amministratore Isema e presidente del Consorzio nazionale delle Assicurazioni in agricoltura, a margine della visita in una giovane e dinamica azienda calabrese, “Lo zafferano del re”, a Castiglione Cosentino, guidata da Benedetta e Maria Concetta Linardi.

 


«Pochi sanno – si legge in una nota di Laratta - che in Calabria si coltivava lo Zafferano già nel 1600. In seguito si sono perse le tracce. Tutt’ora è poco conosciuto, come poco conosciute sono le sue proprietà benefiche, il suo utilizzo in cucina, le sue potenzialità economiche che sono ancora tutte da sfruttare».
Così, tre anni fa, comincia l’avventura dello Zafferano del Re: tre ettari sulla collina di Castiglione cosentino, a due passi da Cosenza. Zone molto calde, terreni soleggiati, clima ideale.
Coltivazione complessa, per un fiore delicatissimo e carico di leggenda e mistero.
Molto lavoro, studio, ricerca. Tanta caparbietà. Ma alla fine l’oro giallo, costoso e ricercatissimo, spunta con tutta la sua eleganza, nei tre ettari della famiglia Linardi, «Un made in Calabria che sa di rivincita e di riscatto - continua Laratta -. Qualcuno lo coltiva in provincia di Reggio Calabria) con successo. Per il resto non c’è nulla. La cosa di particolare interesse è che la qualità dello zafferano delle sorelle Linardi è altissima. Così come confermato dal Dipartimento di Scienze della Nutrizione e della Salute dell’Università della Calabria. I campioni esaminati appartengono alla categoria commerciale di tipo 1. Dunque la più pregiata».


Coltivare lo Zafferano non è una passeggiata: tutto è manuale, nulla si può meccanizzare. Dalla semina dei bulbi, al successivo espianto e fino alla raccolta dei fiori in campo, tutto avviene manualmente, con grande cura e precisione.
Benedetta e Maria Concetta vanno avanti, producendo anche il miele allo zafferano. E con in mente un progetto di ampliamento e diversificazione per affrontare meglio le insidie del mercato.
Infine, l’appello di Laratta ai giovani calabresi: «Entrate nel mondo dell’agricoltura, che oggi la tecnologia ha reso moderno e avvincente. È un settore che offre grandi occasioni di crescita e di sviluppo. La Calabria è una terra di eccellenze agroalimentari che hanno un importante mercato internazionale».

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