Consorzio di bonifica Trebisacce, arrivano gli stipendi e il sit-in viene sospeso

Pagate due mensilità ma non bastano a revocare in toto lo stato di agitazione. Per ora viene congelata solo la manifestazione in programma domani. Mancano all’appello altre retribuzioni e Tfr

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di Matteo Lauria
13 gennaio 2021
21:20
La protesta dei lavoratori
La protesta dei lavoratori

Qualcosa si muove nella vertenza in atto nella Sibaritide che vede i lavoratori del Consorzio di Bonifica da tempo in stato di agitazione per la rivendicazione di mensilità maturate e non retribuite. Un primo risultato è stato raggiunto: in queste ore sono state versate le mensilità di ottobre e novembre, ma ciò non basta a far rientrare la mobilitazione in atto, se non la sola manifestazione programmata per domani presso gli scavi di Sibari. Per le organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Filbi-Uil «è un primo segnale, ma si continua con lo stato di agitazione. Purtroppo, allo stato attuale restano ancora troppi i problemi che interessano questo Ente consortile».

Per i sindacalisti «mancano all’appello la mensilità di dicembre e la tredicesima, oltre al pagamento del Tfr, mai corrisposto a molti lavoratori ora in quiescenza, che ancora aspettano questo sacrosanto diritto. L’attuale condizione di emergenza e precarietà cui sono costretti i lavoratori del Consorzio di bonifica di Trebisacce, continuano le parti sociali, non ci consente di ritirare lo stato di agitazione, che continuerà sin quando la dirigenza dell’Ente non onorerà gli impegni assunti in termini di pagamenti.  Continueremo, inoltre, a mantenere alta la guardia e a vigliare sulla gestione complessiva del Consorzio, perché quello che serve veramente, quello di cui i lavoratori hanno realmente bisogno, è un deciso cambio di rotta nell’indirizzo amministrativo che il Presidente e la Dirigenza tutta intendono promuovere».


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