Corigliano Rossano, regge il mercato immobiliare nonostante il Covid: giù i mutui

VIDEO | Differenze nel costo degli affitti tra le due aree urbane della nuova città. Il reddito di cittadinanza non aiuta chi vuole comprare casa 

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di Matteo Lauria
3 settembre 2020
14:25

Nonostante l’emergenza Covid a Corigliano Rossano il mercato immobiliare regge: sia sul fronte delle compravendite sia delle locazioni sia commerciale. Si registra una leggera flessione dei costi medi d’affitto, con una sostanziale differenza tra l’area urbana di Rossano più onerosa e l’area urbana di Corigliano dai costi più contenuti. Nella città del Codex non si affitta meno di 400 euro mensili (appartamento arredato: 2 camera da letto, con bagno, soggiorno e cucina), nel centro ausonico si scende anche a 300 euro. Differenze anche nei costi a metro quadro per acquistare casa: a fronte dei 1200 euro di Rossano, a Corigliano il tetto si abbatte fino a raggiungere gli 800 euro. Sull’usato si scende fino ai 500 euro.

 

Calano i mutui, ma è difficile l’accesso al credito

Nella fase pre e post Covid tendenzialmente sono calati i tassi d’interesse sui mutui di qualche punto percentuale, ciò determina un incentivo all’acquisto, anche se, a causa del reddito di cittadinanza (in molti non vogliono essere assunti) si è affievolito il numero dei contratti a tempo indeterminato nelle aziende, venendo meno le garanzie nelle banche.

La domanda c’è, in sostanza: se passasse l’accesso ai mutui, almeno per la prima casa, il mercato esploderebbe. I filtri, rigidi, degli istituti di credito non consentono varchi di ampio respiro, alla luce delle tante esperienze negative del passato, del crack di qualche banca, e dell’eccessiva discrezionalità affidata un tempo ai direttori, ora cessata. Adesso si chiede liquidità e buste paga. Spesso a fare da garanti di molte coppie si prestano i genitori, ma anche questa prassi si è avviata all’estinzione. Per le singole coppie, scatta uno studio specifico di indagine sul richiedente. Solitamente con una busta paga che ha come base minima 1300 euro mensili sussistono valide possibilità di accesso, ma ad incidere poi subentrano i costi di gestione quotidiana da sottrarre. E qui il quadro si complica.  

 

La crisi potrebbe arrivare del 2021

L’economia traballa. Quella attuale è una fase definita transitoria, da settembre/ottobre 2020 dovrebbe profilarsi un primo andamento generale dei flussi. Preoccupa e non poco il 2021, alcuni ipotizzano il tracollo nel settore dell’edilizia e per chi avrà liquidità diviene appetibile acquistare. 

 

Il mercato risponde nel settore delle aree rurali

Nel commerciale alti e bassi ma è anche il comparto che ha subito la maggiore contrazione.  Il mercato risponde nel settore delle aree rurali, in particolare in questo periodo sono appetibili i limoneti (20/25mila euro a tomolata). A seguire: uliveto (10mila euro a tomolata)  e agrumeto ( 20/25 mila euro a tomolata - il clementino inizia perde di appetibilità).

Tira di meno il famoso “magazzino commerciale”, eccezion fatta per le vie principali laddove per l’acquisto a metro quadro il costo si aggira attorno ai 2mila euro nell’area del rossanese. Per l’affitto invece, 800/900 euro mensili, poi molto dipende dalla zonizzazione del locale. Per le aree periferiche è invece un dramma. I costi s’abbattono drasticamente ma c’è poca domanda.

 

 

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