Annullati matrimoni e comunioni, così il virus inguaia anche i fotografi

VIDEO | La testimonianza di Massimo Borgese, artigiano di San Ferdinando, che ha visto saltare anche i contratti per le cerimonie di settembre e ottobre: «La gente teme che il coronavirus possa tornare in autunno»   

di Agostino Pantano
24 aprile 2020
15:43
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Per i fotografi la pandemia non porta solo problemi nell’oggi ma, quanto mai, di prospettiva visto che stanno saltando anche i servizi programmati a settembre e ottobre. Ne sa qualcosa Massimo Borgese, che oltre ad avere avuto nel mese di aprile un solo cliente, si trova a perdere gli incassi che si aspettava per le cerimonie della Prima comunione – che si dovevano tenere a maggio e sono state rinviate – con in più l’incognita di non sapere quando potrà fare questi lavori già contrattualizzati.


«Sono saltati anche i matrimoni prenotati a settembre e ottobre – spiega il fotografo di San Ferdinando – perché la paura di un ritorno del virus sta scoraggiando le coppie che preferiscono rimandare di un anno anziché rimanere nell’incertezza. Un servizio per il matrimonio, che ha un costo che può arrivare fino a 2.500 euro impegnandoci anche 15 giorni di lavoro, non possiamo garantirlo a nessuno chi sa per quanto altro tempo». In Italia si parla di un fatturato che supera 40 miliardi, per le spese che sono intorno alle nozze; risorse in fumo che i piccoli artigiani come Borgese sanno bene quanto siano importanti per i propri bilanci.

 

«La mia categoria – prosegue – ha superato diverse fasi storiche calde, dal passaggio all’euro alla rivoluzione dall’analogico al digitale: ma questa volta per quanto mi riguarda non vedo futuro». Borgese, come lavoratore autonomo ha ottenuto il bonus di 600 euro, ma gli è stata chiusa la porta in faccia quando ha tentato di accedere al decreto liquidità. «Mi è stato detto che non ho diritto – rimarca – perché il mio fatturato è inferiore a 20.000 euro annui. Paradossalmente più povero sei e meno lo Stato ti aiuta».

 

Per Borgese l’ideale sarebbe ottenere «il rinvio della tassazione dell’anno in corso, perché il bonus che abbiamo ottenuto è già stato speso per le varie bollette, e parallelamente a questo occorrerebbe un aiuto per il mancato guadagno dei prossimi mesi perché effettivamente non sappiamo se e quando torneremo alla normalità».

Giornalista
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