Coronavirus, rinviati matrimoni ed eventi: «Settore in crisi. La Regione ci aiuti»

Parla Francesco Grandinetti delegato Assimec Calabria: «Tutta la filiera delle cerimonie subirà in questo anno un terribile tracollo finanziario»

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di Redazione
17 aprile 2020
19:58

«Non voglio entrare nella inopportuna e stucchevole gara su quale tipologia di impresa sia la più danneggiata da questa emergenza sanitaria.  È estremamente evidente che tutte le aziende stanno avendo problemi serissimi, tuttavia non posso non evidenziare, come delegato in Calabria dell’Assomec, che il settore Wedding ed eventi  è praticamente azzerato per il 2020». È quanto riferisce Francesco Grandinetti rappresentante dell'associazione Assimec, sezione Calabria in una nota stampa.

«L’Assomec – spiega - è l’associazione che ha voluto, a livello nazionale raggruppare tutte le aziende della filiera Wedding. Infatti le location, gli atelier,  i ristoranti, i fioristi, i fotografi, i parrucchieri, le estetiste/i, i negozi di bomboniere, le gioiellerie, i wedding planner, i camerieri, i giardinieri, i media televisivi e non solo,  i grossisti alimentari, i catering, gli organizzatori delle fiere di settore, chef,  insomma tutta la filiera dei matrimoni subirà in questo anno un tracollo finanziario. Infatti è molto probabile che i fatturati si azzerino per tutti».

Ognuno dei componenti della filiera, vista la crescita esponenziale del settore, ha molto investito e programmato i pagamenti delle forniture  per il periodo marzo dicembre: «Questi eventi – aggiunge - non si preparano un giorno prima, ma almeno un anno prima, per essere pronti a “celebrare” i matrimoni avendo tutto pronto ed organizzato. Se oggi, come pare, si azzerassero gli eventi nel 2020 le varie aziende non saprebbero come onorare gli impegni assunti.  Si badi bene che non si parla aleatoriamente di possibili fatturati che si sarebbero potuti realizzare  nel 2020, ma di certezza di fatturati sanciti da precisi contratti sottoscritti negli  anni precedenti   accompagnati  da regolari caparre».

E ancora: «Per  dare alcuni numeri dell’importanza del settore che rappresentiamo con la nostra associazione  - dice Grandinetti - posso evidenziare alcuni dati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza, Lodi su dati Istat,  del giro d’affari complessivo del settore Wedding. In Italia nel 2016  ammontava a 15 miliardi di euro, con crescite del 2/3 per cento l’anno. Il dato evidenzia che crescono di più l’organizzazione di feste e cerimonie, tra cui i wedding planner, (+9,6% in un anno, 1.655 imprese attive) e i catering per eventi (+9,1%, 1.255 attività). Ancora si evidenzia che ruotano attorno alla celebrazione della cerimonia anche più di 22 mila imprese di confezione di “altro abbigliamento esterno”, tra cui abiti da sposa e cerimonia, (+2,1%), 30.564 attività di commercio al dettaglio di confezioni per adulti (+4,3%), oltre 14 mila negozi al dettaglio di fiori e piante e 1.318 di bomboniere, 11 mila attività di riprese fotografiche e 235 agenzie matrimoniali e d'incontro».

I dati parlano chiaro: «In Calabria si celebrano tra matrimoni religiosi e civili, unioni civili circa 10.000 eventi, senza considerare le prenotazioni provenienti dall’estero che in Calabria crescono in maniera rilevante apportando finanza estera. Ciò pone la Calabria a rappresentare più del 4% del numero degli eventi che si svolgono in Italia. La Calabria si colloca al primo posto in Italia per il tasso di nuzialità che è pari al 4,7 per mille, cioè ogni mille cittadini si sposano 4,7 persone, contro il 2,3 della Lombardia.

Sempre in Calabria – continua - è altissimo  il numero di imprese attive nei settori legati alla celebrazione delle nozze che al 31.12.2017 era di oltre 3000 aziende con un tasso di crescita costante del 2% annuo. È pertanto facile immaginare l’impatto occupazionale che questo settore produce».

«Ecco perché – conclude - mi rivolgo alla presidente Santelli affinché prenda in considerazione aiuti per questo settore che, tra le altre cose, devono servire ad allontanare la mano delle organizzazioni mafiose su questo settore attraverso l’usura. Ha perfettamente ragione il dottor Gratteri quando evidenzia tale problematica. Purtroppo questi imprenditori devono, nella migliore delle ipotesi, pagare i fitti, l’energia elettrica e il gas ed è molto facile, con l’angoscia nel cuore, cadere in queste tentazioni con la falsa illusione di salvare l’azienda».

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