Coronavirus, più pasta e meno Dop: come cambia il carrello della spesa

La pandemia sta incidendo sui comportamenti dei consumatori: dal rapporto Ue emerge come siano favoriti i beni di base. Bene per farina e frutta non deperibile, male per vini e formaggi più pregiati

di Redazione
20 aprile 2020
16:05
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Più pasta e riso, meno vini e formaggi di qualità. Nel 2020 l'agricoltura dell’Unione europea dovrà fare i conti con una domanda alimentare sempre più sintonizzata sulle necessità di base. È lo scenario che emerge dal rapporto sulle prospettive a breve termine della Commissione europea.

 

Le misure di contenimento dell'epidemia stanno modificando i comportamenti dei consumatori, che premiano sempre di più gli acquisti di tipo 'domestico', con pasta, riso, farina, frutta e verdura in scatola molto richiesti, e penalizzano gli alimenti caratteristici dei consumi fuori casa, come i tagli di carne pregiati, il vino e formaggi Dop e Igp, che già stanno soffrendo una riduzione dei consumi. Per quanto riguarda l'olio d'oliva, la crisi potrebbe frenare la crescita - costante in anni recenti - della domanda nei Paesi del Nord Europa. È forte la domanda per frutta non deperibile come mele e arance, mentre il picco di produzione stagionale e il calo delle esportazioni verso la Cina stanno facendo precipitare i prezzi del latte alla stalla.

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