«Noi commercialisti tagliati fuori dai sostegni economici del Governo»

Il presidente dell’Associazione dottori commercialisti di Vibo Valentia Francesco Costa chiede alla Regione Calabria un provvedimento ad hoc per gli iscritti agli ordini professionali in questo momento di emergenza sanitaria ed economica

di Redazione
23 marzo 2020
11:33

È un grido d’allarme quello lanciato dal presidente ADC (Associazione Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) di Vibo Valentia, Francesco Costa.

«Ho deciso di scrivere, nella mia qualità di rappresentante istituzionale di un’organizzazione di categoria, per rappresentarvi la gravissima situazione che stiamo vivendo quali liberi professionisti. Il Covid 19, con il sostanziale blocco delle attività dell’intero sistema-paese, sta devastando la nostra già precaria condizione», si apre così la lettera indirizzata ai vertici della Regione Calabria.

 

Costa denuncia il fatto che il decreto “Cura Italia” abbia totalmente ignorato, in termini di tutele e assistenza, tutti i professionisti iscritti agli ordini professionali, i quali sono stati tagliati fuori dai sostegni economici assicurati alle altre categorie.

«È inutile nasconderlo – sottolinea -, stiamo attraversando un momento di elevata criticità, umanamente, professionalmente ed economicamente. I nostri emolumenti, soprattutto in Calabria, hanno derivazione, prevalentemente, da piccole imprese che, a loro volta, non hanno i mezzi per sostenere questa drammatica situazione. L’esito è che, in questo momento, non siamo in condizione di dare continuità ed efficienza ai nostri servizi professionali, per assoluta carenza di flusso di cassa».

 

Dunque, la richiesta alla governatrice Santelli e ai suoi: «Vi chiedo di valutare la situazione e le criticità con spirito collaborativo e costruttivo, perché si contribuisca, anche dalle Istituzioni calabresi, a dare sollievo ai tantissimi professionisti che, come associazione, rappresento».

Costa riporta l’esempio della regione Lazio che ha messo a disposizione delle imprese e dei liberi professionisti due milioni di euro. Suggerisce, inoltre, di chiedere alla Commissione Europea una rimodulazione del POR CALABRIA, che potrebbe liberare risorse molto preziose a sostegno di professionisti e imprese.

 

Insomma, siccome il Governo con i suoi decreti non ha pensato ai dipendenti degli studi professionali, la richiesta della ADC è quella di un provvedimento ad hoc della Regione. «Auspico, altresì – conclude Costa -, un confronto serrato e costruttivo con la nostra categoria, ben edotta delle questioni in campo, essendo giornalmente a stretto contatto con la realtà economica e fiscale del territorio».

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