È crisi nera per le aziende calabresi, l'appello di Confapi: «La Regione si svegli»

VIDEO | Il presidente dell'organizzazione Francesco Napoli: «Servono bandi veloci, snelli, con poca burocrazia»

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di Emily Casciaro
8 novembre 2020
14:00

Ventinovemila posti di lavoro a rischio, ristorazione e turismo i settori più colpiti dalla seconda ondata di contagi da coronavirus ed il lockdown imposto alla Calabria rischia di peggiorare le cose.

Lo scrive nero su bianco il Cerved nel suo rapporto OsservItalia 2020 che fotografa la situazione in Calabria. Una situazione che preoccupa gli imprenditori calabresi.

«Se mettiamo insieme tutte le misure annunciate, avremmo dovuto risolvere i problemi di questa regione» – dice Francesco Napoli, presidente regionale di Confapi Calabria, organizzazione datoriale che raggruppa le piccole e medie imprese. «Abbiamo sentito solo buone intenzioni. L’amministrazione regionale deve imboccare una strada diversa e deve farlo subito: perché i tempi delle imprese non sono quelli della politica. Servono bandi veloci, snelli, con poca burocrazia. Il rischio è che quei pochi soldi a disposizione non riusciranno a risolvere i problemi dell’imprenditoria calabrese».

Con la zona rossa la situazione si complica

«Anche in questo caso paghiamo il prezzo di una sanità scarsamente strutturata che è stata saccheggiata negli anni. E la cosa peggiore – dice Francesco Napoli – è che i saccheggiatori sono ancora liberi a fare danni. La Calabria paga la chiusura delle attività e quindi la zona rossa per gli errori della classe politica e le Pmi sono quelle che pagano ancora il prezzo più alto».

Giornalista
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