Crisi call center Abramo, chiesto un incontro con i commissari giudiziali

VIDEO | La decisione è stata assunta al termine del tavolo di garanzia riunitosi nella sala consiliare del Comune di Crotone. Obiettivo, fare in modo che nessuno dei tremila posti di lavoro venga perso

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di Francesca Caiazzo
13 febbraio 2021
18:03

Avviare una interlocuzione con i commissari giudiziali incaricati della gestione del concordato. Questa la decisione assunta al termine del terzo tavolo di garanzia istituito dal Comune di Crotone per vigilare sulla vicenda dell’Abramo Customer Care. L’obiettivo di sindacati, politica e istituzioni, presenti all’incontro, è che nessuno dei 3mila posti di lavoro in Calabria venga perso.

Incontro con i commissari giudiziali

«Si è deciso di tentare un contatto con i commissari della procedura, per evidenziare che al di là dell’aspetto economico - che è fondamentale ovviamente nell’ambito di un concordato - ci sia anche un aspetto sociale ed occupazionale» ha sottolineato Elisabetta Barbuto, deputato del M5S.


«In questo momento la gestione è dei commissari, l’azienda entra in modo marginale nella gestione lavorativa, quindi è giusto sapere da chi in questo momento sta relazionando ai giudici qual è lo stato dell’arte e di capire cosa si può prevedere nel futuro» ha aggiunto Sergio Torromino, deputato di Forza Italia.

«L’attenzione rimane alta. Il nostro obiettivo è preciso e siamo tutti allineati: istituzioni, associazioni, sindacati, cittadini per tutelare i nostri lavoratori e rilanciare le competenze aziendali» ha dichiarato l’assessore Luca Bossi.

La seconda offerta di acquisizione

La riunione si è svolta a conclusione di una settimana in cui non sono mancate evoluzioni nel delicato percorso procedurale che porterà alla cessione dell’azienda. Prima la risoluzione della questione del Durc, poi l’istanza di acquisizione, dopo quella del fondo Heritage, presentata al Tribunale di Roma da parte della System House.

«Era quello che noi speravamo – ha commentato Francesco Canino, segretario generale della Fistel-Cisl Calabria – è chiaro che il tribunale che deve decidere cos’è meglio per la procedura e per i lavoratori, lo faccia potendo scegliere tra più proposte».

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