Crisi call center Abramo, Todde (M5s) esulta: «Vicenda risolta». Ma i sindacati frenano

Il sottosegretario al Mise, in una nota dai toni trionfalistici, annuncia la risoluzione della vicenda dell’azienda calabrese. Le sigle sindacali, però, le ricordano che la questione è in mano al Tribunale di Roma che dovrà decidere sulle due offerte di acquisizione pervenute

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di Francesca Caiazzo
11 febbraio 2021
19:15

Hanno destato più di qualche perplessità le dichiarazioni di Alessandra Todde, sottosegretario al Mise, sulla vicenda dell’Abramo Customer Care. «Dopo Ferrosud, annunciamo un altro grande risultato: mettiamo in sicurezza le migliaia di lavoratori di Abramo che da mesi attendono risposte» aveva esordito in un comunicato.

Le dichiarazioni di Todde

L’esponente del M5S, nella nota, ripercorreva gli ultimi avvenimenti: l’istanza avanzata dal fondo Heritage, «che prevede l’affitto dell’intero perimetro aziendale – sia in Italia che all’estero – e successivamente l’eventuale acquisto che comporterà la piena tutela occupazionale» e la risoluzione della vicenda legata al Durc, che «ha scongiurato la perdita di commesse vitali per l’azienda garantendo quindi la continuità aziendale necessaria per procedere con il deposito del piano concordatario». 


Todde - dimenticando, però, di citare la seconda offerta pervenuta al Tribunale di Roma da parte dell'azienda reggina System House - concludeva, infine, la nota con queste parole: «I fatti e i risultati sono l’unica metrica possibile e la cifra del nostro lavoro al Mise».

La replica dei sindacati

Le dichiarazioni del sottosegretario non sono andate giù alle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, che dichiarano di apprendere sorpresa di «“un grande risultato” quale quello della messa in sicurezza dei tremila lavoratori e lavoratrici della Abramo Customer Care» visto che alla «nostra richiesta di apertura di un tavolo di crisi indirizzata proprio alla onorevole Todde, inviata ai primi di dicembre, non è stata data alcuna risposta fino ad oggi».

Nella nota congiunta, i sindacati tengono a sottolineare che «la situazione attuale della società è certamente migliorata rispetto alle scorse settimane grazie all’evidenziato recente rilascio del DURC a fronte dell’esito positivo del ricorso presentato dall’azienda stessa al Tribunale di Catanzaro ma che niente si è concluso, ancora, rispetto ad un percorso di effettiva messa in sicurezza del perimetro dei lavoratori coinvolti».

Vicenda non ancora risolta

«Il Tribunale di Roma – si legge ancora nella nota dei sindacati - dovrà infatti pronunciarsi nei prossimi giorni rispetto ad una istanza di affitto e successiva acquisizione presentata il 15 gennaio dal fondo Heritage e ad una recentissima offerta pervenuta da parte di altro soggetto. Si tratta quindi di una vertenza ancora, purtroppo, non conclusa ed in questa fase nelle mani del Tribunale e della proprietà aziendale secondo le previsioni di legge».

«Senza voler entrare nel merito del lavoro finora svolto dall’unità di crisi della sottosegretaria Todde in relazione alla vertenza, – proseguono le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil – ci risulta difficile comprendere i toni trionfalistici del citato comunicato stampa che, rivendicando risultati ancora non raggiunti, rischia di generare certezze circa la messa in sicurezza definitiva del perimetro dei lavoratori che ad oggi non sono ancora acquisite».

Intanto, domani pomeriggio alle 16:00, nella sala consiliare del Comune di Crotone, tornerà a riunirsi il tavolo di garanzia istituito dall’ente pitagorico per vigilare sul percorso di acquisizione dell’azienda.

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