Crisi commercio in Calabria, Confesercenti: «Facilitare accesso al credito»

Lo ha dichiarato Francesco Baggetta, direttore generale dell'associazione a Cosenza. Le misure restrittive potrebbero generare condizioni meno rosee del previsto anche sul periodo dei saldi

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di Vincenzo Alvaro
11 gennaio 2021
19:15
Francesco Baggetta
Francesco Baggetta

Il 2020 verrà ricordato di sicuro come «un anno orribile dal punto di vista economico» ma il sentimento che ancora oggi regna sovrano nel presente e nel futuro prossimo degli imprenditori è «l’incertezza». Lo afferma Francesco Baggetta, direttore generale Confesercenti Cosenza, che analizzando i dati nazionali che tracciano un quadro impietoso sulla crisi generata dal Covid 19, sottolinea come «i numeri parlano chiaro e riguardano soprattutto il mondo delle piccole e medie imprese, vera spina dorsale dell’economia del Paese».

I primi mesi del lockdown hanno generato «grosse perdite all’interno dei bilanci delle nostre imprese e i contributi che abbiamo ricevuto sono stati abbastanza esigui e solo in parte hanno limitato le perdite registrate». Poi alla ripartenza ci sono stati forti investimenti per mettere in sicurezza le attività e scongiurare un nuovo lockdown. «Grossi sacrifici» che oggi equivalgono a «forti preoccupazioni» per le imprese che soprattutto nel campo turistico e dei servizi hanno visto svanire 50 miliardi di euro, senza contare che un recente rapporto di Unioncamere ha cristallizzato il 30% di assunzioni in meno nel 2020.


Numeri impietosi

Solo un miliardo e mezzo di perdite nel periodo che va da Natale e Capodanno. Non ha aiutato anche la «suddivisione delle regioni in base a zone colorate per i contagi» che ha «contribuito a generare delle profonde incertezze. Il dato più drammatico che si potrebbe realizzare – spiega Baggetta - sarà quello di una chiusura di 150mila imprese e circa 75 mila imprese non riusciranno a pagare i costi fissi (canone di locazione e bolletta) su scala nazionale».

Dati che ovviamente si tradurranno in situazioni similari anche in Calabria e che potrebbero investire «tutti i settori» e riguardare anche il periodo dei saldi appena iniziato e che invece dovrebbe rappresentare il tempo in cui «creare liquidità per far fronte alle scadenze fissate con i propri fornitori». Le difficoltà oggettive riguardano la «difficoltà di spostamenti» che «incide negativamente» sul periodo presente generando «forte incertezza» e potrebbe «avvantaggiare ancor di più il commercio online».

Per questo Confesercenti chiede di «regolamentare il più possibile» questa situazione per «evitare che si crei una concorrenza sleale tra venditori online e esercizi di vicinato» che invece rappresentano la «ricchezza dei nostri territori e come tale deve essere preservata».

L’accesso al credito

Confesercenti insieme a Feder consumatori Calabria ha invitato i calabresi ad «acquistare nel proprio esercizio di vicinato» ma quel che serve oggi, per aiutare le imprese in crisi, è supportare e facilitare «l’accesso al credito». Confesercenti attraverso il proprio Confidi sta facendo un grande lavoro sul territorio proprio per assistere gli imprenditori «sugli strumenti finanziari più adatti alla tipologia di impresa». Ma si attende anche che il Governo intervenga «contributi che prendano in considerazione le perdite di tutto il 2020 rispetto al 2019» e che si acceleri «nella campagna vaccinale» altrimenti «rischiamo il collasso».

La perdita di posti di lavoro comporta una «totale incertezza – continua Baggetta - che oltre al disagio sociale porta con sé un risvolto economico con una propensione al risparmio piuttosto che a spendere. Questo inciderà ancora di più sul nostro tessuto sociale ed economico». Da qui l’impegno della Confesercenti a «stare vicino» come associazione di categoria a «chi sta soffrendo» raccogliendo le istanze degli imprenditori e facendole «valere sui tavoli regionali e nazionali».

Se continuerà questo clima dubbioso il futuro non darà possibilità di «poter pianificare» e si rischiano ancora chiusura perché «non tutte le imprese hanno capacità di rimanere sul mercato o poter aspettare il termine della pandemia».

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