«Saracinesche abbassate e negozi sfitti»: sos da Confcommercio Reggio

L’Ente ripone le speranze nei Contratti di sviluppo territoriale discussi con il ministro Barbara Lezzi a Catanzaro ma avvisa: «Situazione drammatica per le imprese. Crescita diminuita dal 2008»

di Redazione
5 agosto 2019
12:44

«La situazione difficile in cui versano le imprese reggine è sotto gli occhi di tutti. Maggiore tasso di desertificazione tra le città italiane, saracinesche abbassate e negozi sfitti sono elementi che ci portano a ribadire che lo sviluppo del nostro territorio passa soprattutto da una politica di rilancio che opera per il benessere delle imprese che sono le uniche fonti che generano economia», così la Confcommercio di Reggio Calabria lancia un appello alle istituzioni calamitando l’attenzione sul drammatico blocco della crescita del tessuto imprenditoriale reggino.

 

Gli ultimi accadimenti nella città di Reggio Calabria, dall’uccisione della Tabaccaia Mariella Rosa all’escalation criminale con violente rapine a esercizi commerciali e la bufera politica che ha coinvolto il nostro territorio, «non devono oscurare e far passare inosservate le opportunità per le imprese che a breve saranno disponibili, discusse insieme alla Ministro dello Sviluppo per il Sud Barbala Lezzi, martedì us a Catanzaro», ribadisce l’Ente.

Crescita al palo dal 2008

L’ultimo rapporto sull’economia sviluppato dal centro uffici studi di Confcommercio, ha evidenziato per la città di Reggio Calabria e la sua provincia una situazione a dir poco drammatica.

 

«Il tessuto imprenditoriale non cresce, anzi rispetto al 2008 - specifica la Confcommercio di Reggio - è sensibilmente diminuito, con un alto tasso di disoccupazione che dall’ 11 % del 2008 in soli dieci anni è raddoppiato e per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (15-24 anni) si è arrivati al 52%. Le imprese registrate nel 2018 erano 52.969: di queste, 8.093 nel settore dell’agricoltura, 9.666 nell’industria, 18.802 nel commercio (dettaglio 12.637, servizi alloggio e ristorazione 3.211, altri servizi 6.097, che sono trasporti e magazzinaggio, informazione e comunicazione, attività immobiliari, professionali noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto a imprese, intrattenimento)».

 

«Sul fronte dei dati “nati-mortalità” delle imprese, nella città e nella provincia reggina nel 2018 si è registrato un saldo negativo nel settore dell’industria ma il dato maggiormente sconfortante è il -198 di imprese nel settore del commercio di cui al dettaglio -176 imprese a cui si aggiungono il -55 imprese nel settore di servizi alloggio e ristorazione ed il –67 in attività di altri servizi; Bene solo il dato della crescita nel settore dell’agricoltura, anche perché in questo settore molti sono stati gli incentivi con i fondi europei».

«Cis, un’opportunità per il territorio»

«La situazione è difficile e i dati lo confermano – dichiara il presidente di Confcommercio Gaetano Matà. Le oggettive criticità del territorio, tuttavia, non devono e non possono distogliere lo sguardo dalla possibilità di cogliere importanti opportunità per Reggio e per l’intera Provincia. La recente presentazione dei Contratti di Sviluppo Territoriale (CIS) che ha visto il Ministro Lezzi confrontarsi con le parti sociali a Catanzaro, rappresenta una di quelle opportunità che non possono essere disattese, uno strumento utile ad accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente connessi, di valorizzazione dei territorio che dovrà vedere necessariamente le imprese protagoniste».

 

Confcommercio proprio con riferimento ai Cis ha già richiesto un incontro al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà per avviare un confronto sulla possibilità di realizzare progetti con le imprese e per le imprese anche in contratti di rete, nella convinzione che per la definizione di strategie di crescita e di sviluppo del territorio sia fondamentale ed imprescindibile un contributo “dal basso”.

 

«Finalmente si apre uno spiraglio che assolutamente dovrà essere colto unitamente alla attenta programmazione di iniziative finanziabili con altre linee di intervento», conclude il presidente Matà.

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