Crotone, inaugura locale in piena pandemia: «Un gesto d’amore e di speranza»

VIDEO | Lo storico bar Alexander si è trasferito nel centro storico ed ha aperto i battenti qualche giorno prima del lockdown di Natale. Il giovane proprietario ha voluto dare un segnale di fiducia pur non nascondendo le preoccupazioni per il futuro 

di Francesca Caiazzo
22 dicembre 2020
11:00

Per qualcuno potrebbe sembrare una follia, per altri un atto di coraggio, ma per lui è solo «un gesto d’amore» per il suo lavoro e per la sua città. Domenico Federico ha deciso di riaprire il locale di famiglia, l’Alexander, in piena pandemia da Covid-19. Lo storico bar di Crotone, attivo dal 1991, ha cambiato location, trasferendosi nel centro storico, e ha festeggiato l’inaugurazione pochi giorni fa, sabato 19 dicembre.

Un segno di speranza

Riavviare un’attività durante un periodo così difficile, con il lockdwon a singhiozzo che caratterizzerà le imminenti festività natalizie, potrebbe sembrare da incoscienti. Non per Domenico: «Per me che sono cresciuto dietro al banco di un bar, era impossibile indugiare oltre. Si trattava della rinascita del locale che mi ha visto nascere e crescere». E poi, riaprire l’Alexander, gli è sembrata anche un’occasione per dare «un segnale di speranza ai nostri concittadini: pian piano, rispettando tutte le regole anti-Covid, torneremo alla normalità».


Le nuove regole

E l’inizio, nonostante la chiusura anticipata alle 18:00, sembrava promettente. I clienti, soprattutto quelli più affezionati, non sono mancati in questi giorni e altri, magari, ne sarebbero arrivati durante le festività, con il rientro di studenti e lavoratori fuori sede. Poi, però, è arrivato il Decreto Natale, che ha istituito la zona rossa e la zona arancione tra il 24 dicembre e il 6 gennaio 2021: la pianificazione dell’attività è saltata. «Quando abbiamo saputo che saremmo entrati in zona gialla – ci racconta - abbiamo ordinato merce e ora ce la ritroviamo, si spera, per gennaio».

Difficoltà e preoccupazioni

Domenico, come tanti altri suoi colleghi, non nasconde le difficoltà, dunque, ma vuole essere ottimista, continuando a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Certo, non è facile sostenere questi costi e le preoccupazioni sono tante, ma sono ben sovrastate dal piacere di essere tornati a lavorare».

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