Enogastronomia, lo chef Giuseppe Romano candidato a personaggio dell’anno

ViDEO | Durante la striscia quotidiana di Prima della notizia condotta da Pasquale Motta si è discusso di lavoro e cucina con il ristoratore di Pizzo  

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di Redazione
14 dicembre 2020
17:21

«Ho già vinto perché sono riuscito a portare la Calabria tra i grandi della cucina internazionale».  Così Giuseppe Romano, chef del Me Restourant di Pizzo, ospite dell'ultima puntata di Prima della notizia condotto da Pasquale Motta, in merito al concorso on-line Personaggio dell'anno dell'enogastronomia e dell'accoglienza su Italiaatavola.net, a cui prenderà parte.

 


«Sono entusiasta di questa cosa, mi trovo in una classifica nella quale ci sono i più grandi nomi della cucina italiana come Bottura, Cuttaia, Bartolini e molti altri. Ciò è un valore aggiunto al nostro territorio, perché la ricchezza di prodotti, e i professionisti che vivono il mondo della gastronomia ogni giorno, merita un plauso».  

 

«Da domenica – spiega lo chef - si potrà votare sul sito Italiaatavola.net, ci sono sei categorie diverse, io faccio parte della sezione cuochi. Sarebbe bello se questo premio arrivasse in Calabria, non solo per me, ma per quello che la nostra regione merita».

 

Riguardo le diverse problematiche, che hanno interessato il mondo della ristorazione, Romano ci tiene a precisare: «È stato un anno difficile ma comunque non ci siamo fermati, ci siamo dedicati alla cucina solidale, abbiamo cucinato per le persone che ne hanno veramente bisogno. Chi fa parte del modo gastronomico non è abituato a stare fermo, non è abituato a non lavorare. Ci siamo tenuti impegnati in altro modo perché non è stato possibile fare quello che amiamo, ovvero cucinare».

 

«Qualche ristoro – conclude Giuseppe Romano - è arrivato, però io mi chiedo se un’attività è in crescita non mi puoi dare il contributo rispetto al fatturato dello scorso anno. Io oggi ho riaperto però ho dovuto lasciare sette dipendenti a casa. Una cosa disastrosa per un territorio che campa solo di turismo e di conseguenza anche di ristorazione. Non si può paragonare Pizzo a Milano, lavorare solo a pranzo funziona nelle città, qua il vero afflusso si ha la sera. È una situazione economica disastrosa, o lo Stato ci lascia aperti o ci dà un giusto contributo, perché abbiamo tutti una famiglia da mantenere».

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