Fase 2, in Calabria prevale la prudenza: pochi bar e locali aperti

In molti optano per il servizio a domicilio. Altre attività informano i clienti della riapertura a partire dal primo giugno

4 maggio 2020
13:08
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Bar in servizio in Calabria
Bar in servizio in Calabria

Riaperture in gran parte ancora in tono minore per i bar nel giorno di avvio della Fase 2 in Calabria, regione al centro di un braccio di ferro istituzionale con il Governo sulla possibilità di effettuare il servizio con tavolini all'aperto. Prevalgono l'incertezza e la prudenza e non si registrano, tuttavia, grandi novità rispetto all'indomani del provvedimento regionale.


A Cosenza, la città sinora più aperturista verso l'ordinanza del presidente Santelli sono pochi i locali che stanno lavorando nonostante la maggiore "libertà". E tutti comunque si sono adoperati per seguire le precauzioni di sicurezza. «Farò il servizio a domicilio - dice Mirko Gervasi titolare di un bar di fronte le poste centrali di Cosenza - e il take away. Nessuno entra nel locale e il caffè viene servito dalla porta d'ingresso». A Catanzaro, uno dei bar del centro città avvisa che non si procederà all'asporto ma si è optato per il servizio a domicilio. In un altro, serrande abbassate fino al primo di giugno.

Nelle province calabresi

Infatti dei cinque capoluoghi calabresi, solo Cosenza ha adottato le regole disposte dalla presidente Jole Santelli, aprendo  subito alle disposizioni che consentono il servizio ai tavoli in bar e ristoranti. Scelte distanti anche dagli equilibri politici, se si considera che Cosenza, Catanzaro e Vibo Valentia sono governate da amministrazioni di centrodestra, ma le ultime due hanno scelto, comunque, di mantenere equilibrio nell’avvio della fase 2. In entrambe le città, infatti, la scelta dei sindaci è quella di favorire il servizio di asporto e consegna a domicilio, con diversi esercenti che hanno preferito non aprire viste le difficoltà di gestione dovute alle limitazioni.
  Il sindaco di Vibo, Maria Limardo,
che inizialmente aveva espresso soddisfazione per il provvedimento della governatrice Santelli, ha poi scelto la via più cauta. Analoga decisione anche a Reggio Calabria, dove il primo cittadino Giuseppe Falcomatà, di centrosinistra, ha contestato  subito l’ordinanza emessa da Santelli. A Crotone, infine, governata da un commissario prefettizio, valgono le regole del decreto governativo.

Riaprire in sicurezza

 Scelte a macchia di leopardo nei piccoli comuni, la gran parte dei quali ha comunque sposato la linea del decreto governativo adottando apposite ordinanze. Gli stessi esercenti hanno espresso la volontà, in larghissima parte, di aprire solo quando saranno garantite le condizioni di sicurezza per la salute degli utenti e degli stessi operatori. Una scelta indicata anche da importanti operatori del settore. Tra questi, gli chef stellati Michelin Antonio e Luca Abbruzzino, titolari di un rinomato ristorante,  che, a Catanzaro hanno scelto di rimanere chiusi e hanno sollecitato le istituzioni a mantenersi cauti rispetto ad una riapertura che potrebbe avere conseguenze negative.

La situazione a Cosenza

Nelle aree urbane, comunque, si registra da stamani una maggiore presenza di persone, soprattutto nei centri città e lungo le strade principali della regione. Molte le segnalazioni di gente che non indossa alcun dispositivo di protezione, come accaduto anche ieri nel centro di Cosenza, affollato di persone per tutto il week end anche davanti ai bar aperti per il servizio all'esterno dei locali in forza dell’ordinanza regionale. La città bruzia è amministrata dal sindaco Mario Occhiuto, per mesi accreditato come candidato governatore del centrodestra alla presidente della Regione prima che passasse l'indicazione dell'attuale governatrice Jole Santelli, cosentina, sua vice oltre che parlamentare di Forza Italia.

 

 

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