Fase 2, il parco Pollino cerca di ripartire puntando sul turismo sostenibile

Proposta la creazione di pacchetti turistici a prezzi agevolati per far rivivere la montagna e per evitare il crollo economico di ben 800 aziende che ruotano intorno al Pollino

di Redazione
8 maggio 2020
12:07
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«La battuta d'arresto è davvero drammatica, inutile negarlo, ma ci auguriamo che tutte le aziende del territorio possano trovare un sostegno da parte del governo. Intanto noi abbiamo creato un comitato operativo che si chiama "Covid-19 Parco Pollino" che servirà a far sentire la nostra vicinanza agli operatori economici e a programmare con loro una ripresa delle attività». Lo annuncia all’agi iI il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra.

Tornare alla natura


«Avevamo conquistato una platea turistica internazionale, ma oggi mi accontenterei anche del cosiddetto turismo di prossimità - afferma Pappaterra - perché adesso dobbiamo innanzitutto riconquistare la fiducia di tante famiglie delle regioni vicine, la Puglia, la Campania e la Sicilia, ma anche le stesse Calabria e Basilicata e le loro grandi aree urbane. Noi riteniamo che i parchi possano essere il primo avamposto per far tornare la gente all'aria aperta - dice il presidente del Parco del Pollino - tornare a vivere un'esperienza escursionistica per il benessere fisico e psichico di tante persone che da due mesi sono chiuse, e abbiamo quindi candidato i parchi ad essere il primo avamposto di questa ripresa».


Fondi per rilanciare il turismo

L'azione dell'ente parco, dice Pappaterra, «andrà in una direzione molto chiara: noi abbiamo detto a chi ha alberghi, ristoranti, strutture turistiche, a chi gestisce i musei, alle guide del parco e alle agenzie, di mettere tutto questo contesto in un'offerta unitaria, - dice Pappaterra - e il costo di un pacchetto di questo tipo in parte sarà pagato dal turista, ma una buona parte se lo caricherà invece direttamente il Parco del Pollino. Noi vogliamo lanciare questo messaggio e ho proposto al Consiglio direttivo del Parco che tutte le risorse che non sono destinate alle cosiddette spese obbligatorie o istituzionali, quest'anno siano invece dirottate in un fondo di incentivazione per le attività del nostro territorio - annuncia Pappaterra - e con questo fondo noi proveremo a fare una sorta di compartecipazione alle spese che sosterranno, mi auguro, tante famiglie che, richiamate da questo incentivo, potranno tornare da noi».

Far conoscere il Parco del Pollino


«Riteniamo che, comunque, questo non basti. Ed è per questo che stiamo lavorando anche ad un altro elemento: riproporre il brand del Pollino - dice Pappaterra - parlandone attraverso i media, radio, televisioni, social, e lo faremo mettendo in campo una poderosa campagna di promozione territoriale e di comunicazione, per arrivare ad una platea molto vasta. Il nostro dovere è provare a impedire che tutti quelli che avevano creduto nel turismo sostenibile, e tra questi tanti giovani e tante donne, che avevano creato quasi 800 aziende, nel settore dell'ospitalità diffusa, della ricettività, della ristorazione tipica di qualità e anche nell'agricoltura di qualità, non vedano bruciare il loro grande sogno, che già era diventato una realtà».

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