Fase 2 Calabria, la crisi sulla pelle dei fotografi: «Per noi la ripartenza è ancora lontana»

La storia di Mario, costretto a fare i conti con gli effetti dell'emergenza. «Perdite del 50%, difficile rimettersi in carreggiata». Appello a Santelli: «Intervenga, "Riparti Calabria" ci esclude»

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di Giusy D'Angelo
30 maggio 2020
17:59
Mario Colaci nel suo studio di Cessaniti
Mario Colaci nel suo studio di Cessaniti

La sua attività è partita nel 1988. Da più di trent’anni, con il suo obiettivo, immortala i momenti più importanti vissuti dalle famiglie. Da quando il Coronavirus si è tramutato in emergenza sanitaria mondiale, però, tante cose sono cambiate: «Lavoriamo dove ci sono necessariamente situazioni di affollamento: feste di compleanno, matrimoni, battesimi e comunioni. Per ora è impossibile ripartire anche perché non tutti i locali hanno riaperto a causa delle difficoltà nel gestire distanziamenti e sedute».

La testimonianza di un fotografo vibonese

È il racconto del fotografo Mario Colaci, dello studio Foto film Cessaniti (in provincia di Vibo Valentia). In paese è un punto di riferimento e con i suoi scatti ha condiviso le emozioni di tanti.


Dopo una chiusura di circa 70 giorni, il suo studio – gestito con la moglie Maria Grazia – prova a rialzarsi partendo da dati non poco confortanti: «Rispetto allo scorso anno, le perdite finora sono state oltre del 50 per cento. Era inevitabile viste le tante cerimonie rimandate», fa presente.

I matrimoni rinviati al 2021

Un settore particolarmente colpito, è stato quello dei matrimoni. Centinaia e centinaia di cerimonie sono state rinviate a partire dalla primavera del 2021: «I servizi fino ad agosto sono stati spostati. Alcuni in programma a settembre rimangono con il punto interrogativo in attesa di comprendere meglio l’evoluzione di questa pandemia. Se la situazione prosegue così, senza precipitare con nuovi e allarmanti contagi e chiusure – spiega – possiamo sperare in un lento inizio ripresa ad ottobre».

La solidarietà tra commercianti

La ripartenza si scontra con la cruda realtà: «Stiamo cercando di fare pubblicità anche sui social. Promozioni per sviluppare le fotografie, ad esempio. Ma ci rendiamo conto che la gente non ha soldi. Molte persone venivano impiegate come stagionali, soprattutto nei nostri paesi, e la crisi ha strappato via tanti posti di lavoro».

 

Ma la crisi economica è riuscita a dimostrare anche il volto più solidale dei calabresi: «Tra cittadini e tra commercianti ci stiamo dando una mano. È positiva la disponibilità delle aziende a saldare le fatture senza urgenze, così come la generosità dimostrata dal proprietario del locale che ospita il mio studio. Non voleva i soldi dell’affitto ma abbiamo insistito e pagato tutto. Così come abbiamo saldato le bollette», continua Mario.

Gli aiuti dallo Stato

Qualche forma di sostegno da parte dello Stato, seppur inadeguata a coprire tutte le spese, c’è stata: «Il 6 maggio abbiamo pagato i contributi come tutti i commercianti. I 600 euro che ci hanno dato, aggiungendo qualche altro euro, sono stati subito “restituiti”. Anche se potevamo rinviare, abbiamo scelto di evitare debiti per non ritrovarci più avanti nel pagare quelli vecchi e quelli nuovi», commenta ancora il fotografo cessanitese.

L'appello alla Regione Calabria 

Adesso si spera che anche la Regione dia un segnale di vicinanza alla categoria: «Visionando il decreto “Riapri/riparti Calabria” pubblicato sul sito regionale ci siamo accorti con molto dispiacere che si rifà di nuovo all’allegato 1 dei Decreti del presidente del Consiglio dei ministri del 11 e 22 marzo 2020 e che il nostro codice Ateco è stato pertanto escluso dal provvedimento. Ci auguriamo che il presidente Jole Santelli lo inserisca nel bando affinché la categoria non venga lasciata fuori a priori da possibili aiuti economici».

 

Giornalista
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