L’esposto

«I fondi destinati a noi dirottati altrove», i parchi di divertimento contro la Regione Calabria

Il segretario nazionale dell’associazione che riunisce gli esercenti di questo settore ha presentato un esposto alla Corte dei Conti: in ballo 1,5 milioni di euro di aiuti

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di Redazione
23 maggio 2022
19:00
Parco acquatico, immagine repertorio da pixabay (foto jarmoluk)
Parco acquatico, immagine repertorio da pixabay (foto jarmoluk)

Le risorse destinate ai parchi di divertimento dirottate verso altre realtà economiche. È questo il senso dell’esposto indirizzato al procuratore regionale della Corte dei Conti, Maria Rachele Aronica, dal segretario di Parchi Permanenti Italiani, Maurizio Crisanti. Il rappresentante di questo comparto presente nella sezione Federturismo di Confindustria, punta il dito contro la Regione Calabria che non avrebbe «adeguatamente attuato» le leggi nazionali in materia di ristori e incentivi contro la crisi innescata dalla pandemia. In particolare, nell’esposto si richiamano i 40 milioni di euro che per le annualità 2021 e 2022 sono destinati ad interventi in favore dei parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici.

Le risorse per i parchi di divertimento

«La Conferenza Stato Regioni – si legge nell’esposto - ha suddiviso le risorse per il 2021 con atto n. 86/CSR del 17/06/2021, con atto n. 202/CSR del 21 ottobre 2021 l’importo di €758.298,42 e, relativamente al 2022, con atto del 9 febbraio 2022, allegato, destinando alla Calabria €758.298,42. La Regione Calabria, dopo reiterati solleciti, ha emanato il bando Riapri Calabria Ter di cui all’Avviso Pubblico approvato con atto della Giunta Regionale n. 199 con decreto dirigenziale n. 3211 del 24/03/2022».


Insomma, circa un milione e mezzo di euro che, in Calabria, dovrebbero andare ai parchi permanenti. Invece, l’Avviso pubblico della Regione «limita l’erogazione delle risorse ad aziende con un fatturato massimo di 600mila euro».

L'esposto

«È di ogni evidenzia – continua l’esposto - che nessun parco tematico, acquatico o zoologico italiano, attività permanenti a carattere turistico con decine e decine di dipendenti, fatturi meno di 600mila euro e che pertanto i parchi della Calabria non possono accedere alle risorse ad essi destinate di cui all’avviso pubblico per il 2021, con ogni probabilità reiterato nel 2022, in quanto aziende con fatturati ben superiori a 600mila euro. Pertanto, nella sostanza, l’importo destinato dal Governo ai parchi permanenti di divertimento sarà disperso tra esercenti di altre attività»

Da qui la richiesta alla Corte dei Conti affinché verifichi «la regolarità dei requisiti e modalità di utilizzo di tali fondi previste dall’avviso pubblico citato; se e come quanto disposto da leggi statali a favore di uno specifico settore economico danneggiato dal periodo pandemico sia stato adeguatamente attuato da Regione Calabria; quali i danni economici per le imprese del settore e quale il danno erariale causato da scelte che hanno escluso le imprese che svolgono l’attività destinataria delle provvidenze statali dalla assegnazione, se ci sia stato vantaggio economico per altre attività inserite nel citato avviso pubblico e quali le responsabilità».

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