È il più antico e prestigioso premio di design in Italia. E celebra l'estro nazionale e internazionale per qualità, innovazione, sostenibilità e valore sociale. I progetti premiati entrano a far parte della collezione storica custodita dall'Associazione per il Disegno Industriale: un vero e proprio compendio dell’evoluzione storica dei prodotti e della ricerca teorica. Anche per questo il Premio Compasso d’oro rappresenta, fin dal 1954, un vero e proprio faro per il “Made in Italy”, anche noto come l’Oscar del design.

Ora, il premio ideato da Gio Ponti e assegnato dall’Adi, guarda con interesse anche al mondo produttivo calabrese e nella sede della Camera di commercio di Vibo Valentia si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro divulgativo che ne ha presentato linee guida e modalità di partecipazione, incitando le imprese del territorio a candidarsi. Al tavolo dei relatori e in video-collegamento, presentati dalla giornalista Tiziana Bagnato, si sono così alternati Luciano Galimberti, presidente Adi; Umberto Cabini, presidente Fondazione Abi; Alfredo Cammara e Salvatore Greco dell’Osservatorio Calabria Adi; il delegato territoriale Adi per la Calabria Francesco Alati e, ancora, Pietro Falbo, presidente della Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; Antonino Cugliari, vicepresidente della Cciaa, in rappresentanza anche di Cna Calabria, e Rosa Dumas, presidente Cna Vibo Valentia.

«Raccontare come questo premio oggi rappresenti non solo il concetto di design in senso stretto ma incroci temi sostanziali per il contemporaneo» è l’intento del delegato Adi per la Calabria Francesco Alati. «Si tratta di temi che hanno a che fare con innovazione, sostenibilità, lettura del contemporaneo. Il design non è solo “prodotto” ma abbraccia anche sistemi, strategie, visioni che hanno generato nuove categorie tematiche del premio come la strategia d’impresa o il design dei servizi».

Parlarne in Calabria, per Alati significa «riconoscere quelle potenzialità inespresse che, in relazione al mondo delle imprese, il design può tirar fuori. Da qui può nascere un progetto forte e vincente che dal territorio si muova verso contesti più ampi. Il premio, in altre parole, può essere un catalizzatore di crescita e visibilità e benché nessuna impresa calabrese lo abbia ancora vinto (ma diverse sono state le nomination), abbiamo tanti segnali di attenzione sul piano culturale ed economico che ci dicono che i tempi sono maturi. Tutto questo lavoro per costruire massa critica attorno al progetto ci auguriamo porti presto a questo riconoscimento per il nostro territorio».

Per Cugliari il premio può essere «una leva strategica per cambiare quello che è il paradigma dell’economia territoriale spostando il baricentro da una visione basata sul costo dei prodotti ad una centrata sulla qualità. Cambiando l’identità del territorio questo potrà diventare più attrattivo per partnership internazionali. Le aziende calabresi sono detentrici di know how di alto profilo, noi le dobbiamo portare a regime conquistando i mercati globali: è il nostro intento ma è anche quello che le imprese ci chiedono sempre di più».

Le considerazioni del presidente Falbo partono dall’assunto che «la narrazione talvolta è ancora più importante di ciò che si fa. Il Compasso d’oro è un contenitore di primissimo piano e il suo osservatorio storico dà la possibilità di comprendere appieno l’evoluzione del design italiano. La Camera di commercio ha sposato questo progetto straordinario che metterà al centro la produzione ma soprattutto il mondo del design che tanto può fare per i territori che vogliano rappresentare».