In Calabria più di 800 comuni senza banca, a Rende un dibattito sul credito post pandemia

L'incontro è stato organizzato dalla First Cisl: si è discusso degli impatti del Covid e della digitalizzazione sul settore, sull'utenza e sui lavoratori 

10 luglio 2021
21:15

La pandemia non ha impattato solo sul sistema sanitario mondiale, ma anche, se non sopratttutto, sul mondo della produzione e del lavoro. Dei riflessi che questa ha avuto nel mondo bancario si è discusso nel corso di un convegno organizzato dalla First Cisl ieri mattina presso la sala De Cardona della Bcc Mediocrati in Rende. I lavori, aperti dal segretario cittadino della First, Mario Via, hanno visto anche la partecipazione in collegamento video del sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova.

L’esponente del Governo è partito dalla classifica della commissione Ue sulla digitalizzazione che vede l’Italia al 25° posto in Europa. «Il Governo si è visto approvato da Bruxelles il suo Pnrr – ha detto – Ma le istituzioni hanno il compito di preparare la strada, tocca poi agli operatori privati e le banche in particolare, sfruttare questa occasione irripetibile. Certo dobbiamo correre per permettere all’Italia di essere competitiva e risalire quella classifica. Dobbiamo farlo bene e fobbiamo farlo in fretta perché gli altri non staranno certo a guardare».


Via aveva appena sottolineato come la digitalizzazione abbia cambiato radicalmente il modo di fare banca con la tendenza a tenere aperti sempre meno sportelli. Basti pensare che già oggi in Calabria ci sono oltre 800 comuni senza banca e, come ha sottolineato il segretario generale Ust Cosenza, Gabriele Lavia, il sindacato ha fatto battaglie solo per tenere aperto uno sportello Atm. Tutto questo avrà naturalmente un grosso impatto sua sull’utenza sia sui lavoratori. Discorsi questi ripresi anche dal docente Unical, Franco Rubino e nei saluti introduttivi da Stefania Chimenti, presidente club giovani soci Bcc.

Sul punto molto esaustivo è stato l’intervento di Marco Lai, responsabile area giuslavoristica centro studi Cisl Firenze, il quale ha evidenziato gli aspetti più controversi dello smart working, dalla necessità di un inquadramento contrattuale nuovo al diritto alla disconnessione, alla necessità di regolamentare la separazione dei tempi lavoro/casa che diventano impalpabili. In considerazione, ovviamente, sull’impatto che può avere il fenomeno sulle retribuzioni dei lavoratori. Dopo le considerazioni del docente Francesco Saverio Sesti, dell’università Tor Vergata, sulle clausole giuridiche di salvaguardia dei ruoli professionali all’interno dell’organizzazione del lavoro a distanza.

È toccato al vicedirettore della Bcc Mediocrati, Stefano Morelli, parlare del ruolo delle Bcc che in questo periodo di pandemia non hanno di certo arretrato, anzi rilanciato, tenendo aperte al pubblico le filiali e in alcuni casi aprendo anche nuovi sportelli. Il tutto nello spirito sociale che anima le Bcc le quali sono le poche banche che investono sul territorio tutta la raccolta effettuata. Infine il segretario generale della First Cisl, Ricardo Colombani, ha fatto la sintesi dei temi trattati dai relatori definendo un percorso sinergico tra innovazione del sistema del credito, welfare, tutela del lavoro e dei lavoratori con un occhio rivolto alla contrattazione ed alla semplificazione degli assetti degli istituti bancari.

«Con la pandemia, del resto, - ha detto Colombani - il sistema bancario ha dimostrato la sua centralità. Sarà così anche per quanto riguarda il Pnrr appena promosso da Bruxelles: gli investimenti pubblici andranno accompagnati da nuovi investimenti privati, che dovranno essere sostenuti anche dal credito. Le banche saranno chiamate inoltre a fornire assistenza alle tante piccole e medie imprese che non hanno le competenze per elaborare una vera pianificazione finanziaria. Il digitale ci ha permesso di non fermarci durante l’emergenza ed è indispensabile per una crescita sostenibile e inclusiva».

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