L’analisi

Invalsi, in Calabria migliorano i dati sulla dispersione scolastica ma allievi ancora troppo poco preparati

L’analisi del presidente Invalsi, Ricci: «Numeri in miglioramento ma le differenze territoriali restano forti tra Nord e Sud»

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di Redazione
6 luglio 2022
11:55

Migliora, dal punto di vista di calo della dispersione scolastica, la situazione della Calabria ma ancora forti le differenze territoriali. Male sul fronte della preparazione dei ragazzi. I dati emergono dal rapporto Invalsi, dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione.

La dispersione scolastica

La pandemia ha reso ancora più attuale il problema della dispersione scolastica e da qualche tempo è divenuto chiaro che l'attenzione non deve essere rivolta solo a coloro che la scuola l'abbandonano, ma anche a tutti i giovani che la terminano senza avere le competenze di base necessarie. Questa forma di dispersione scolastica è stata definita dispersione scolastica implicita o nascosta. Nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7,5%1, per salire al 9,8% nel 2021, molto probabilmente - si legge nel Rapporto Invalsi - a causa di lunghi periodi di sospensione delle lezioni in presenza. Nel 2022 si osserva un'inversione di tendenza sia a livello nazionale, dove si ferma al 9,7% (-0,1 punti percentuali) sia a livello regionale.


 In termini comparativi, il calo maggiore della dispersione scolastica implicita si registra in Puglia (-4,3 punti percentuali) e in Calabria (-3,8 punti percentuali). Tuttavia, le differenze assolute a livello territoriale rimangano molto elevate: Campania (19,8%), Sardegna (18,7%). «La dispersione scolastica implicita è preoccupante ma è molto interessante il miglioramento in Puglia e Calabria dove i valori sono ancora alti ma c'è stato calo interessante. Le differenze territoriali purtroppo rimangono molto forti così come l'impatto del contesto», ha commentato il presidente di Invalsi, Roberto Ricci. I dati emergono dal rapporto Invalsi presentato oggi.

Gli Invalsi e la preparazione degli studenti

In alcune regioni del Mezzogiorno - Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna - c'è un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi, che si attesta attorno al 50% della popolazione scolastica in Italiano, al 55-60% in Matematica, il 35-40% in Inglese-reading e il 55-60% in Inglese-listening. Lo studio evidenzia che in tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Tra questi ultimi diminuisce la quota di studenti con risultati più elevati.

Calabria e Sicilia sotto la media nazionale

La scuola elementare ha tenuto durante gli anni della pandemia: il confronto degli esiti della scuola primaria del 2019, del 2021 e del 2022 svolti da Invalsi restituisce un quadro sostanzialmente stabile. I risultati della scuola primaria sono abbastanza simili in tutte le regioni del Paese e difficilmente le differenze sono significative in senso statistico. Emergono tuttavia alcune indicazioni importanti che, se osservate con attenzione, possono fornire una spiegazione dei grossi divari che si evidenziano nella scuola secondaria, di primo e di secondo grado. In particolare, si registrano i buoni risultati degli allievi della primaria della Valle d'Aosta, di alcune regioni del Centro (Umbria e Marche) e della Provincia Autonoma di Bolzano, limitatamente all'Inglese. In seconda elementare in italiano circa 3 allievi su 4 (72%) raggiungono almeno il livello base (dalla fascia 3 in su). Valle d'Aosta, Umbria, Lazio e Molise conseguono risultati sopra la media nazionale; la Sicilia ottiene risultati sotto la media nazionale. In matematica circa 3 allievi su 4 (70%) raggiungono almeno il livello base (dalla fascia 3 in su).

Il Molise consegue risultati sopra la media nazionale; la Provincia Autonoma di Bolzano (per quanto riguarda la lingua italiana) ottiene risultati sotto la media nazionale. In quinta elementare in italiano un po' di più di 3 allievi su 4 (80%) raggiungono almeno il livello base (dalla fascia 3 in su). Aumentano di 5 punti percentuali gli allievi che raggiungono almeno il livello base. Valle d'Aosta e Umbria conseguono risultati sopra la media nazionale, mentre Calabria e Sicilia ottengono risultati sotto la media nazionale. In matematica un po' meno di 3 allievi su 4 (66%) raggiungono almeno il livello base (dalla fascia 3 in su). Umbria, Marche, Molise e Basilicata conseguono risultati sopra la media nazionale, mentre Calabria, Sicilia e Sardegna sotto la media nazionale.

La scuola secondaria

I ricercatori di Invalsi sottolineano che gli allievi dell'Umbria e della Valle d'Aosta conseguono quasi sempre risultati significativamente sopra alla media. Con la sola eccezione della prova di matematica di II primaria, la Sicilia consegue invece risultati significativamente al di sotto della media. E lo svantaggio che si riscontra negli esiti della Calabria in tutti i gradi della scuola secondaria (medie e superiori) diviene significativo già a partire dai risultati della V primaria. Sono buoni i risultati d'inglese degli allievi della scuola primaria italiana: il 94% (+2 punti rispetto al 2018) degli allievi raggiunge il prescritto livello A1 del Qcer nella prova di lettura (reading), mentre nella prova di ascolto (listening) è l'85% degli allievi (+6 punti rispetto al 2018) a raggiungere il prescritto livello A1 del Qcer. Al Nord e al Centro gli allievi che raggiungono il livello A1 di reading sono circa il 95-96%, mentre al Sud circa il 92%. Per il listening, invece, gli allievi che si collocano al livello A1 sono circa l'85-90% al Nord e al Centro, mentre circa il 75% al Sud.

Diminuisce la differenza tra scuole in tutta Italia, anche se in italiano, in inglese e ancora di più in matematica si riscontra una differenza dei risultati tra scuole e tra classi più accentuata nelle regioni meridionali. Ciò significa - osservano i ricercatori di Invalsi - che la scuola primaria nel Mezzogiorno fatica maggiormente a garantire uguali opportunità a tutti, con evidenti effetti negativi sui gradi scolastici successivi.

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