Maglia nera

La Calabria tra le Cenerentole del turismo italiano: 18esima per arrivi di stranieri, male anche per numero di strutture ricettive

Gli ultimi dati diffusi da Istat sono quelli del 2021, anno di ripresa rispetto a quello precedente segnato dal Covid. Maglia nera per la nostra regione rispetto alle altre 19. Al di là di slogan e passerelle, i numeri parlano chiaro

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di Massimo Tigani Sava
6 febbraio 2024
11:15
Stilo, Le Castella, Tropea e i Bronzi di Riace
Stilo, Le Castella, Tropea e i Bronzi di Riace

La Calabria è una delle Cenerentole del turismo meridionale e nazionale: 18ma tra le 20 regioni per arrivi di stranieri (tecnicamente detti non residenti); 16ma per arrivi di residenti; 15ma per i viaggi-vacanza ospitati (esclusi quindi quelli per lavoro); 17ma per numero totale di strutture ricettive tra esercizi alberghieri ed extra-alberghieri. “Noi Italia 2023” è una sezione dei rilevamenti Istat creata appositamente per avere un quadro d’insieme dei diversi aspetti economico-sociali e ambientali del Paese e delle differenze esistenti fra le sue regioni. I dati più aggiornati proposti dall’Istituto di Statistica sono quelli relativi al 2021, un anno ancora soggetto alle conseguenze dell’emergenza Covid-19 che ha senz’altro segnato un decremento degli spostamenti di italiani all’estero.

Nel 2021 i flussi turistici, dimezzati nel 2020 a causa della pandemia, sono tornati a crescere (+41,2% gli arrivi, e cioè il numero di clienti che hanno effettuato il check-in negli esercizi ricettivi; +38,7% le presenze che segnano il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi prescelti), ma la flessione rispetto al 2019 è rimasta ancora piuttosto alta (-40,1% gli arrivi; -33,8% le presenze). In ogni caso i dati del 2021 sono significativi in quanto l’onda lunga del Covid-19 ha avuto effetti, indistintamente, su tutte le regioni e, per certi versi, ha addirittura incrementato le presenze nel Mezzogiorno.


I viaggi per vacanze

I viaggi degli Italiani per vacanze nel proprio Paese sono stati, nel 2021, 34,74 milioni, per un totale di notti pari a 227,15 milioni. La classifica nazionale per regioni vede in testa la Toscana, con 4,00 mln (l’11,52% del totale), l’Emilia Romagna con 3,85 mln (11,09%), la Puglia con 2,66 mln (7,54%) e poi la Sicilia attestata a 2,45 mln (7,05%). Al quinto posto il Trentino Alto Adige (2,42 mln; 6,96%), per giungere poi al Veneto (2,38 mln; 6,84%) e ad un’altra grande regione del Sud, la Campania (2,37 mln; 6,81%), con un distacco lievissimo rispetto alle immediate precedenti. Nelle prime sette posizioni, pertanto, ben tre realtà del Mezzogiorno tutte ricche di grandi risorse naturali, ma anche storiche, artistiche e archeologiche. Puglia, Sicilia e Campania, assieme, hanno garantito 7,47 mln di viaggi - sottolinea l’Istat -, corrispondenti al 21,50% del totale italiano. Sopra i 2,0 milioni la Sardegna e sopra gli 1,1 l’Abruzzo, rispettivamente alla nona e quattordicesima posizione nella graduatoria delle regioni. La Calabria ospitando 852mila viaggi, pari al 2,45% del valore nazionale, ha ottenuto un risultato di molto inferiore anche a Liguria (1,73 mln), Marche (1,27 mln) e Piemonte (1,26 mln), classificandosi 15ma, e riuscendo quindi a superare solo Friuli Venezia Giulia (712mila), Umbria (689mila), Basilicata (322mila), Valle d’Aosta (312mila), Molise (146mila). Questi numeri riguardano, secondo l’Istat, i viaggi svolti per motivi prevalenti di relax, piacere, svago, o riposo, per visita a parenti o amici, per motivi religiosi/pellegrinaggio, per cure termali o trattamenti di salute. Esclusi, quindi, i viaggi per motivi di lavoro o professionali, rispetto ai quali il podio è formato da Lazio (426mila), Lombardia (398mila), Emilia Romagna (278mila).

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I pernottamenti

Relativamente alla quantità dei pernottamenti in vacanza (trascorsi dai turisti residenti presso qualunque tipologia di alloggio: strutture ricettive collettive e alloggi turistici privati), il primato italiano, sul totale di 227,15 milioni, spetta alla Puglia con 28,37 mln (12,49%); seguita da Emilia Romagna (22,53 mln; 9,92%) e Toscana (21,56 mln; 9,49%). Ben posizionate le due grandi isole: Sicilia (19,15 mln; 8,43%) e Sardegna (18,06 mln; 7,94%). Sopra i 16 milioni la Campania (16,37 mln; 7,21%). Nettamente distanziate Liguria (12,85 mln); Lombardia (12,51 mln); Trentino Alto Adige (12,37 mln); Veneto (11,29 mln). La Calabria con 8,49 mln (3,74%) è 13ma. Se invece si guarda ai pernottamenti per viaggi di lavoro la Calabria diventa 17ma, con 98mila sul totale nazionale di 10 milioni (appena lo 0,92%). Guidano la graduatoria nazionale dei pernottamenti per viaggi di lavoro il Lazio (2,07 mln; 19,50%) e la Lombardia (1,37 mln; 12,86%).

Strutture alberghiere ed extra-alberghiere

Nel 2021 la Calabria contava 801 esercizi alberghieri (2,49% del totale italiano di 32.109), e 2.402 esercizi extralberghieri (1,28% del totale nazionale di 188.348). Per quanto concerne i soli alberghi, la classifica per regioni è egemonizzata dal Trentino Alto Adige (5.366; 16,71%), seguito da Emilia Romagna (4.099; 12,77%), Lombardia (2.809; 8,75%), Veneto (2.766; 8,61%), Toscana (2.719; 8,47%), Lazio (2.318; 7,22%). La Calabria con i suoi già menzionati 801 alberghi si è posizionata 15ma. Guardando agli esercizi extra-alberghieri il podio è composto da: Veneto (56.706; 30,11%); Lazio (26.070; 13,84%); Toscana (14.713; 7,81%). Potenziale sopra i diecimila anche per Emilia Romagna (12.716) e Lombardia (11.226). Sopra i seimila Trentino Alto Adige (8.585), Friuli Venezia Giulia (8.181), Puglia (8.081), Campania (6.803), Sicilia (6.307). Pertanto la Calabria con i suoi 2.402 esercizi extra-alberghieri si è fermata alla 17ma posizione, superata anche da Piemonte (5.277), Sardegna (4.350), Liguria (4.046), Marche (3.948), Umbria (3.844), Abruzzo (2.607). Il totale degli esercizi ricettivi a livello nazionale (somma di alberghieri ed extra-alberghieri) è stato, nel 2021, pari a 220.457, con in testa alla classifica delle regioni il Veneto (59.472), il Lazio (28.388), la Toscana (17.432), l’Emilia Romagna (16.815). La Calabria con 3.203 si è posizionata 17ma, superando solo la Basilicata (1.487), la Valle d’Aosta (1.275) e il Molise (474). Settima la Puglia, con 9.147; nona la Campania con 8.510, decima la Sicilia con 7.630, undicesima la Sardegna con 5.284.

I posti letto

Un altro parametro molto significativo è quello relativo alla disponibilità di posti letto. Prendiamo in considerazione il rilevamento Istat relativo alla somma tra strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, che in tutta Italia ha raggiunto il valore di 5,12 milioni. In testa alla classifica regionale il Veneto (733mila; 14,32%); Toscana (579mila; 11,30%); Emilia Romagna (450mila; 8,79%); Lazio (433mila; 8,46%); Lombardia (398mila; 7,77%); Trentino Alto Adige (395mila; 7,71%). La Calabria con 181.573 posti letto, corrispondenti al 3,55% del dato nazionale, si è attestata alla 13ma posizione, alle spalle di Puglia (294.312), Campania (228.560), Sardegna (218.073), Sicilia (210.001). Rispetto al 2020 la Calabria ha subito una contrazione dell’1,48% per gli esercizi alberghieri (-0,93% in termini di posti letto), e del 3,77% per gli extra-alberghieri (-3,07% di posti letto). Nel complesso la Calabria su base annuale ha ridotto dell’1,94% il numero dei posti letto complessivi, a fronte di un decremento nazionale dello 0,61%. Crescita di posti letto nel Lazio (+2,88% sul 2020) e in Puglia (+2,52%).

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Gli arrivi di residenti e non residenti

Un ultimo importante report l’Istat ha fornito sugli arrivi e pernottamenti negli esercizi ricettivi per provenienza dei clienti e regione. L’Italia nel 2021 ha registrato 51,77 milioni di arrivi di residenti in esercizi ricettivi, e 26,90 milioni di non residenti. In termini di pernottamenti tali arrivi hanno significato un totale di 289,18 milioni, così suddivisi: 183,05 mln per i residenti e 106,12 mln per i non residenti. La regione leader per arrivi di non residenti è stato il Veneto che vanta, tra l’altro, la meravigliosa Venezia: 5,83 mln (21,68%); seguita dal sorprendente Trentino Alto Adige (4,16 mln; 15,45%), e poi dalla Lombardia (3,70 mln; 13,76%) e dalla Toscana (2,84 mln; 10,54%). Le prime quattro regioni d’Italia per arrivi di stranieri hanno rappresentato da sole il 61,43% del totale nazionale. Tra 1 e 2 milioni di arrivi di non residenti si sono collocati: Lazio (1,64 mln), Emilia Romagna (1,42 mln), Liguria (1,24 mln), Piemonte (1,09 mln). Sotto il milione la Sardegna (904mila), la Sicilia (815mila), la Campania (795mila), la Puglia (609mila). La Calabria con quota 111.552 (0,41%) si è attestata alla 18ma posizione, precedendo soltanto Basilicata (61.117; 0,23%) e Molise (7.486; 0,03%). Se si prendono in considerazione, invece, gli arrivi di residenti, la Calabria è stata 16ma, con 1,08 milioni sul valore nazionale di 51,77 mln: appena il 2,08%. Un dato superiore solo a quello di Friuli Venezia Giulia (1,00 mln), Valle d’Aosta (505mila), Basilicata (502mila), Molise (122mila). Molto più avanti le altre regioni del Sud: Puglia (2,73 mln; 5,27%); Campania (2,46 mln; 4,76%); Sicilia (2,30 mln; 4,44%); Sardegna (1,56 mln; 3,02%).

Le politiche turistiche calabresi, lasciando da parte slogan, passerelle e impegni disattesi, devono essere completamente ripensate e rimodulate. Le chiacchiere stanno a zero, i numeri sono chiari. La Calabria deve riuscire a "vendere" se stessa e ciò che è, e non ciò che dovrebbe essere. Ne riparleremo in un prossimo servizio.

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