Lamezia, i dirigenti del Comune incrociano le braccia

VIDEO | In tre si occupano di 10 settori e 5 unità operative interfacciandosi anche con materie per le quali non hanno titoli di studio e qualifiche. Ruberto (Uil): «Sotto questa commissione una mala gestione senza precedenti»

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di Tiziana Bagnato
29 gennaio 2019
13:32
Dirigenti comunali in sciopero
Dirigenti comunali in sciopero

Dirigenti laureati in Economia che svolgono ruoli per i quali sarebbe necessaria la qualifica di ingegnere o architetto. Il tutto in un ente in cui è insediata una terna commissariale che dovrebbe sanare anomalie e illegittimità, ma che da quando si è insediata è al centro di attacchi e polemiche a causa di un vero e proprio blocco delle attività che stanno andando a spegnere la città.

 

Anche i dirigenti del Comune di Lamezia Terme oggi hanno detto basta decidendo di incrociare le braccia. Affiancati dai sindacati confederali Funzione Pubblica hanno partecipato ad una conferenza stampa fiume spiegando, sostanzialmente alla città, le condizioni in cui stanno operando. Condizioni denunciate più volte alla triade presieduta dall’ex prefetto Francesco Alecci ma senza avere alcuna riposta in merito, nemmeno dopo l’inizio dello stato di agitazione. Due su tre i dirigenti che hanno aderito allo sciopero: Alessandra Balvedere e Nadia Aiello. Pur condividendone i contenuti non ha incrociato le braccia, invece, Salvatore Zucco, comandante tra l’altro della Polizia Locale.

 

Sono solo loro i dirigenti in forza a via Perugini. Coprono dieci settori e cinque unità operative. Il tutto dovendo rispondere anche a settori tecnici per i quali non hanno qualifiche e competenze. Una situazione frustrante, denunciano, che rende difficile anche il confronto e la collaborazione.

 

Eppure, hanno spiegato i sindacati, i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose hanno un asso nella manica rispetto all’ordinaria amministrazione. La terna avrebbe potuto nominare dirigenti anzichè sovraordinati, aiutando così anche chi in futuro prenderà in mano le redini di Lamezia. Un suggerimento che non sembra essere mai stato preso in considerazione e che lascia così i dirigenti affogati e in seria difficoltà. E non sono i soli, visto che al momento negli uffici lavora circa la metà del personale del quale un comune di 71 mila abitanti avrebbe bisogno.

 

«Il merito di questa commissione – ha detto Bruno Ruberto, segretario generale Uil Fpl – è quello di avere creato un caso unico in Calabria in termini di livelli di conflittualità interna. Per non parlare della mala gestio e della confusione amministrativa. Hanno portato l’ente ad un punto dal quale sarà poi difficile tornare indietro».

 

Da 14 mesi, ha denunciato poi Giuseppe Chirumbolo (Cisl Fp Magna Graecia), manca il nucleo di valutazione, mentre secondo la dirigente Aiello «la commissione non è stato in grado di far approvare il fabbisogno del personale perché non ha provveduto a Peg e Performance». Presente all’incontro anche Giovanna Folino Gallo della Cgil Fp.

Giornalista
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