Lamezia, la questione Terina in consiglio comunale

Quattro ore di discussione sulla vicenda dell'ente in house della Regione Calabria. Alla presenza di Scalzo e Salvino, il consiglio vota un ordine del giorno nel quale viene chiesta l'applicazione della legge 24/2013 sul riordino degli enti sub regionali.

di Guglielmo Mastroianni
3 novembre 2015
19:57

Il consiglio comunale di Lamezia affronta, pur non essendone direttamente competente, la vicenda relativa alla Fondazione Terina, l'ente in house della Regione Calabria i cui dipendenti devono ricevere ancora cinque mesi di stipendio, con altre due mensilità pagate solo dieci giorni fa. A portare la questione nell'assise cittadina è stato il consigliere di opposizione Mimmo Gianturco, che in apertura dei lavori ha fatto il punto sulla situazione dell'intero centro agro-alimentare. In particolare, lo spunto è dato dalla mancata applicazione della legge regionale 24/2013, che prevede la rifunzionalizzazione del personale della Fondazione in altri enti regionali. A partecipare ai lavori anche il consigliere regionale Antonio Scalzo e l'attuale commissario dell'ente in house della Regione, Carmelo Salvino. Quest'ultimo ha ricordato tutte le azioni poste in essere dal suo insediamento: “Appena arrivati abbiamo trovato che la Terina è una Ferrari. Che però aveva il serbatoio rotto e qualche gomma a terra. Il serbatoio rotto, in particolare, sono i tanti debiti pregressi che risalgono agli anni dal 2008 in poi.” Con una curiosa affermazione: “Non ho scelto io di venire alla Terina. Sono stato chiamato un sera per essere avvisato che ero stato nominato commissario della Fondazione. Nemmeno sapevo cos'era la Fondazione Terina.” Sicuramente una boutade spiritosa, se si considera che Salvino è dirigente della Regione da diverso tempo ormai. Più serio il tenore quando Salvino ha spiegato di aver subito affrontato le prime incombenze, come un primo pagamento di alcune mensilità arretrate ed un primo tavolo tecnico per l'applicazione della legge sul riordino degli enti sub regionali.



Scalzo ha invece ricordato come ormai la Regione sia una macchina eccessivamente appesantita, evidenziando come la vicenda della Fondazione Terina sia una storia che si ripete e che la legge 24/2013 sia perfettibile, ma che va comunque applicata. Nonostante ciò, secondo Scalzo, la volontà è quella di preservare tutti i posti di lavoro: “Nessun dipendente della Terina verrà licenziato.” Il più duro degli interventi, quasi a sorpresa, è arrivato però da Giancarlo Nicotera, capogruppo dell'Udc e presidente della Fondazione Terina dal 2011 al 2013. Nicotera ha criticato fortemente l'uso che della Terina è stato fatto nel corso degli anni: “un ente inutilizzato, non inutile” ha sottolineato. Ha parlato di ricerca scientifica nulla, non certo per colpa dei lavoratori. Un quadro desolante, peraltro descritto da chi è stato seduto per due anni sulla plancia di comando dell'ente. Alla fine il consiglio comunale ha votato all'unanimità un ordine del giorno, nel quale viene richiesta l'applicazione della legge 24/2013, la rifunzionalizzazione degli immobili in possesso della Fondazione, mantenendo solo quelli strettamente necessari al conseguimento della mission dell'ente, l'istituzione di una commissione consiliare che si occupi in maniera permanente dello sviluppo agroalimentare e delle ricadute sul territorio e sulle imprese, aziende ed operatori del settore da parte della Fondazione Mediterranea Terina e l'istituzione di un tavolo tecnico, a cui parteciperà anche una rappresentanza dei consiglieri comunali di Lamezia Terme, che si occupi dell’applicazione dell’art. 13 della Legge Regionale n. 24/2013 in relazione al trasferimento dei lavoratori presso altri Enti, Aziende e società calabresi.

Guglielmo Mastroianni

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