Lavoro, l’Università Magna Graecia di Catanzaro stabilizza 26 precari

VIDEO | Si tratta di personale tecnico amministrativo che ha prestato servizio per 3, 6 o addirittura 15 anni acquisendo delle competenze che per il rettore De Sarro sarebbe stato un peccato perdere: «Non è facile, soprattutto perchè siamo in un periodo di crisi»

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di Rossella  Galati
5 agosto 2021
20:03

È un giorno di festa oggi per 26 precari dell'Università Magna Graecia di Catanzaro che dopo anni di incertezze lavorative hanno finalmente firmato il loro contratto di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di personale tecnico amministrativo che ha prestato servizio per 3, 5, 6 o addirittura 15 anni acquisendo delle competenze che secondo il rettore Giovambattista de Sarro sarebbe stato un peccato perdere: «Non è facile, soprattutto perchè siamo in un periodo di crisi. Questi lavoratori da 26 diventeranno 52 perchè mentre con la prima legge Madia, quando abbiamo stabilizzato 61 persone, ci è venuto incontro il Ministero, in questo caso l'applicazione della nuova normativa delle legge Madia, ci obbliga a prendere altrettante persone dall'esterno. Quindi è partito anche questo concorso, non so quando uscirà in Gazzetta, ma entro due anni dobbiamo concludere perchè tutto quello che abbiamo fatto sia stabile e definitivo».

Novità nell'offerta formativa dell'ateneo

Nell'occasione sono state inoltre illustrate le novità riguardanti l'offerta formativa dei diversi corsi di laurea. «Offriamo 815 posti in più e 82 per stranieri – ha specificato De Sarro dall'aula magna A del campus universitario -. Io penso che nessun ateneo nella nostra regione in un anno sia riuscito a fare questo. Abbiamo dei corsi di laurea in più: Scienze investigative a Giurisprudenza, Infermieristica con Reggio Calabria, sede amministrativa per noi; Medicina, chirurgia e tecnologie digitali con Cosenza, sono altri 75 posti e la metà da noi. Sono aumentati i posti a Medicina, Farmacia e Scienze motorie. Il Tfa, che è un corso di perfezionamento di scienze della formazione è passato da 220 a 420 posti. Siamo riusciti a portare a casa un maggior numero di studenti rispetto ad altri atenei del Meridione. Questo vuol dire che abbiamo acquisito un certo numero di professioni in più, altrimenti non si possono aprire i corsi, ma dobbiamo metterci in regola anche con il personale tecnico e amministrativo».


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