Lsu e Lpu, il 12 novembre una manifestazione a Catanzaro

È quanto si apprende da una dichiarazione congiunta dei segretari generali di Cgil Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo

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di Redazione
30 ottobre 2018
19:01

Il 12 novembre i sindacati confederali terranno una manifestazione unitaria a Catanzaro, in occasione nella quale sarà elaborata e presentata la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil a favore della stabilizzazione degli ex Lsu/lpu. Successivamente la piattaforma sarà rappresentata e consegnata al Prefetto di Catanzaro, nella sua qualità di coordinatore delle cinque prefetture calabresi, in occasione della manifestazione di tutti gli Lsu/lpu calabresi, già concordata unitariamente per giorno 16 novembre. Un ulteriore attivo unitario si svolgerà a Reggio Calabria giorno 26 novembre. È quanto si apprende da una dichiarazione congiunta dei segretari generali di Cgil Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.


Le segreterie confederali regionali dei tre sindacati della Calabria si sono riunite per un esame della situazione politico sindacale con particolare riferimento alla legge di bilancio 2019 «che, pur nel tentativo di discontinuità col passato, manca - si legge - di una visione strategica che sia capace di rilanciare la crescita e gli investimenti mettendo il lavoro e l'occupazione al centro delle politiche pubbliche. Manca un piano di investimenti pubblici in infrastrutture e di sostegno all'economia e alla competitività delle imprese. Non c’è traccia di una riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Non c’è traccia - aggiungono i sindacati - di una riforma fiscale ispirata ad equità e progressività capace di ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni per far ripartire i consumi interni e rilanciare l'occupazione. Si sceglie la strada dei condoni, premiando i furbi, senza mettere in campo una lotta vera all'evasione e all'elusione che sottraggono al paese circa 100 miliardi di euro all'anno».


Sul versante della lotta alla povertà e della riforma previdenziale che, nel complesso valgono più di 15 miliardi rispetto ai 22 di deficit, "riteniamo necessario - scrivono i sindacati - aprire un confronto reale. Il REI, strumento universalistico di sostegno al reddito, va sostenuto ed ampliato, così come sul versante previdenziale crediamo che occorre introdurre meccanismi di flessibilità in uscita che premino i lavori gravosi ed usuranti, perché' non tutti i lavoro sono uguali, introducendo misure di salvaguardia e garanzia per i giovani e per chi ha carriere lavorative discontinue. Chiediamo al Governo di aprire un confronto vero su questi temi per evitare errori del passato. Nella legge di bilancio il grande assente è il Mezzogiorno. Mancano misure specifiche capaci di incidere sul differenziale di crescita».


Il Mezzogiorno, più che di assistenza, scrivono i tre segretari regionali, «ha bisogno di investimenti pubblici che incidano sul gap infrastrutturale». Cgil, Cisl e Uil Calabria «ritengono che il Paese possa crescere solo se il Mezzogiorno e la Calabria riescono ad agganciare una ripresa stabile. Per la Calabria, il nodo dello sviluppo infrastrutturale - fanno rilevare - è l'autentica priorità, partendo dalla portualità e dall'intermodalità, dal ruolo strategico del porto di Gioia Tauro che deve essere il volano dello sviluppo regionale. Sulla ZES che deve essere una straordinaria occasione di sviluppo del territorio, sembra sia ormai calata un pesante e preoccupante coltre di silenzio. I sindacati calabresi ritengono che «sia urgente per la Calabria una nuova stagione di lotta al dissesto idro-geologico, un grande piano di manutenzione del territorio, una nuova Forestazione che svolga funzioni protettive, preventive e di presidio ambientale e produttivo».


Per i sindacati, «il governo deve garantire la storicità del finanziamento del fondo per la forestazione calabrese, indispensabile per evitare nuove catastrofi». Cgil, Cisl e Uil ritengono il superamento del precariato «obiettivo indispensabile per dare dignità al lavoro e ai lavoratori. Nella Legge di bilancio - sostengono - occorre rendere strutturale il finanziamento dei 50 milioni di euro per favorire la stabilizzazione dei lavoratori ex Lsu/lpu allo scopo di procedere speditamente alla loro stabilizzazione dopo 20 anni di precariato nelle pubbliche amministrazioni, introducendo le deroghe normative necessarie a superare i vincoli della spesa del personale per gli Enti Locali. Il Sindacato confederale calabrese avvierà un percorso di assemblee sui luoghi di lavoro e di attivi territoriali unitari, mobilitando il mondo del lavoro calabrese, chiedendo alla deputazione parlamentare Calabrese di sostenere concretamente le nostre proposte per il lavoro e per la Calabria». Per quanto esposto, i sindacati confederali hanno già posto in essere una serie di iniziative di mobilitazione unitaria su tutto il territorio regionale «per una legge di bilancio per la crescita, il lavoro e gli investimenti per il Mezzogiorno e la Calabria». La prima di queste iniziative si svolgerà a Cosenza, giorno 5 novembre nella sala conferenze dell'Hotel Europa.

 

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