Ex lsu-lpu, il sindaco di Acri: «Dalla Regione ritardi nell’erogazione dei fondi»

Capalbo parla dei mancati trasferimenti di risorse storicizzate per il percorso di stabilizzazione di tali categorie di lavoratori e anche di contributi per i mutui: «Amministratori lasciati sempre più soli»

di Redazione
13 novembre 2020
13:13
Acri, foto dalla pagina fb del Comune
Acri, foto dalla pagina fb del Comune

Non solo emergenza sanitaria. Diversi ritardi si stanno verificando la parte della Regione Calabria nei confronti dell’erogazione di somme, tecnicamente definite “trasferimenti regionali di parte corrente ed a destinazione vincolata”. Lo comunica il sindaco di Acri, Pino Capalbo che in una nota spiega: «In particolare non risultano trasferiti ai Comuni le risorse storicizzate per il percorso di stabilizzazione degli ex lavoratori Lsu/lpu. Solo per Acri mancherebbero circa 150mila euro, che metterebbero a rischio le retribuzioni dei lavoratori, spesso in nuclei familiari mono reddito».

A ciò si somma un’altra questione: «Risultano non accreditati anche i contributi regionali in conto di mutui in corso di ammortamento (per i quali la Regione garantisce una percentuale di copertura del costo annuale di ammortamento), per Acri – specifica il primo cittadino - si parla di circa 700mila euro».

«Così – denuncia Capalbo - si costringono i comuni a ricorrere ad ulteriori indebitamenti in termini di anticipazioni di cassa. Tali ritardi vanificano gli sforzi fatti dalle amministrazioni comunali per risanare i propri bilanci e creano ingiustificati ritardi nei pagamenti, con conseguenti aggravi di costi per interessi sia verso i fornitori e sia verso l'istituto di tesoreria. Noi sindaci – conclude infine l’amministratore - siamo sempre più soli nell'affrontare quello che in Calabria si può definire uno stato di perenne emergenza».


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