Bollette alle stelle

Luce e gas, verso l’addio del mercato tutelato. Assoutenti: «Tariffe fuori controllo»

L’associazione si unisce al grido di allarme lanciato da imprese e commercianti: «Prezzi proibitivi per le famiglie»

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di Redazione
7 novembre 2022
07:45

Cresce l’allarme per l'imminente fine del mercato tutelato che per l'energia elettrica (microimprese e condomini) scatterà tra meno di due mesi, l'1 gennaio 2023, stessa data in cui terminerà anche la tutela per le forniture di gas delle famiglie. Ad unirsi al grido di aiuto di imprese e commercianti sono i consumatori di Assoutenti, associazione che ha diffuso un report relativo alle offerte sul mercato libero di elettricità e gas con cifre che fanno tremare i polsi.

«In base all'ultimo monitoraggio sulle offerte presenti nel Portale Offerte di Arera, le tariffe praticate sul mercato libero di energia e gas risultano sensibilmente più elevate rispetto a quelle del mercato tutelato - analizza Assoutenti - In particolare i contratti a prezzo bloccato, quelli cioè dove le tariffe di luce e gas risultano fissate per un determinato periodo di tempo, appaiono addirittura proibitivi, raggiungendo un costo medio annuo di 5.077 euro a famiglia per il gas (consumo annuo 1.400 smc) e 2.429 euro per l'elettricità (consumo annuo 2.700 kwh).


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Confrontando tali dati con le tariffe in vigore sul mercato tutelato, il divario risulta abnorme: per un contratto a prezzo fisso il gas costa sul mercato libero in media il 166% in più con una maggiore spesa da +3.173 euro a famiglia; +124% la luce con un aggravio da +1.346 euro annui a nucleo. Forbice che si riduce per i contratti a prezzo variabile: per tale tipologia di bollette il mercato libero costa in media il 23,8% in più del tutelato per il gas, +18,1% la luce».

 «Non a caso - rileva Assoutenti - per il gas solo il 3,1% delle 572 offerte sul mercato libero presenti sul Portale di Arera risulta più conveniente rispetto al mercato tutelato (in totale 18 offerte più convenienti: 12 a prezzo variabile, 6 a prezzo fisso). Percentuale che sale al 9,4% nel settore dell'elettricità (ma solo lo 0,9% riguarda i contratti a prezzo fisso)». «Il Governo deve necessariamente tenere conto di tale abnorme divario per tutte le decisioni che adotterà in ambito energetico - afferma il presidente Furio Truzzi - Con l'imminente fine del regime tutelato le famiglie verranno proiettate in un mercato, quello libero, dove le tariffe e le condizioni economiche sono estremamente più svantaggiose, con inevitabili aggravi di spesa».

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