“Ripartiamo dal Sud per unire il Paese”. A Reggio Calabria il corteo di Cgil, Cisl e Uil

VIDEO | In testa i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo: «Una manifestazione per rivendicare dal Mezzogiorno la centralità del lavoro»

di Redazione
22 giugno 2019
10:00

È partito a Reggio Calabria il corteo della manifestazione nazionale "Ripartire dal Sud" organizzata da Cgil, Cisl e Uil. In testa al corteo, aperto da uno striscione con la scritta "#futuroalLavoro. Ripartiamo dal Sud per unire il Paese", ci sono i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
Il corteo, che ha preso il via da Piazza De Nava, sta attraversando corso Garibaldi per raggiungere Piazza Duomo, dove si terranno i comizi conclusivi.
«Una mobilitazione nazionale unitaria - hanno sostenuto i sindacati - per rivendicare dal Mezzogiorno la centralità del lavoro come leva per eliminare le profonde disuguaglianze sociali, economiche e territoriali che esistono in Italia».

Landini: «A Reggio per difendere la democrazia»

«Oggi si difende la democrazia per dire che c’è bisogno del lavoro». Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando coi giornalisti durante il corteo della manifestazione, spiegando le differenze e le analogie 47 anni dopo la manifestazione nazionale del 1972 tenuta dai sindacati a Reggio Calabria per difendere la democrazia dai rigurgiti fascisti durante i moti di Reggio.
«Una società democratica - ha aggiunto Landini - se le persone non hanno il lavoro, non hanno diritti, rischia di non reggere e ci sono troppe diseguaglianze, è necessario rilanciare con forza un’idea di unità del Paese che si fonda sugli investimenti e sul fatto che c’è bisogno di un Paese unito per cambiare anche l’Europa, per affermare un’Europa dei diritti e anche un’Europa della solidarietà che oggi non c’è. Le diseguaglianze sono aumentate - ha continuato - ci sono ormai dei ritardi strutturali, pensiamo alle infrastrutture ma non solo quelle materiali, ferrovie, strade, aeroporti, ma pensiamo anche alle infrastrutture sociali, le università, le scuole, gli asili. Siamo davvero di fronte alla necessità di costruire davvero un Paese fondato sul diritto delle persone».

«Serve piano straordinario di investimenti pubblici»

E sul reddito di cittadinanza: «Secondo noi è fatto male, del resto i dati che indicano che nonostante il reddito la povertà relativa è aumentata vuol dire che non è quello lo strumento giusto così come è stato fatto per affrontare questo tema, perché la povertà l’affronti se anche sui territori crei le condizioni, non c’è solo il reddito ma ci sono altre cose. Dopodiché il dovere è creare lavoro, evitare che i giovani intelligenti e i giovani in generale se ne vadano dal nostro Paese come sta succedendo e quindi - conclude Landini - il punto decisivo è ricostruire la fiducia che ce la si può fare e un piano straordinario di investimenti pubblici è la condizione per far ripartire l’economia”».

Barbagallo: «Mezzogiorno abbandonato»

«Io c’ero nel '72, ci sono stato nelle lotte per la democrazia contro il fascismo, contro le brigate rosse, contro tutte le mafie, ma abbiamo bisogno di riprendere l’economia» - ha dichiarato il segretario generale confederale della Uil, Carmelo Barbagallo.  
«Cristo si è fermato ad Eboli e l’alta velocità a Salerno - ha aggiunto Barbagallo - questo dà la dimensione di come il Mezzogiorno sia ancora abbandonato. Bisogna fare investimenti pubblici e privati per rilanciare l’economia e fare le infrastrutture. Basterebbe mettere in sicurezza il territorio per avere prospettive di rilancio, purtroppo invece dobbiamo piangere sempre morti sul lavoro per la scarsa capacità di dare sicurezza al lavoro e dobbiamo avere sempre una prospettiva sbagliata non utilizzando le risorse economiche europee che non spendiamo fino in fondo».

 

Per il segretario generale della Uil «dobbiamo ripartire così come facevamo prima con le società di mutuo soccorso: essere più vicini ai più deboli. In questo Paese i più deboli sono aumentati e allora noi dobbiamo sentire la responsabilità di lottare per loro. Qualcuno - ha aggiunto spiegando la scelta del capoluogo calabrese - quando l’abbiamo proposto pensava è difficile arrivarci’, ma è proprio perché è difficile arrivarci che dobbiamo esserci».

Furlan: «Manifestazione imponente»

La manifestazione unitaria dei sindacati partita da Reggio Calabria oggi «e? una manifestazione imponente storica. Segna uno spartiacque». Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, durante il corteo. Il sindacato, ha osservato Furlan, «unisce il paese. Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto giovani giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d'Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al Governo che non puo? essere ignorato: l'Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno». E ha concluso: «Occorre una svolta negli investimenti pubblici e privati. Dobbiamo fermare la fuga dei giovani del Sud verso le altre regioni».

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